Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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La missione di Michelangelo Pinlo inviato presso il Governo Sardo 313
popolazioni oramai conscie della verità, ma provocarono una giusta indignazione che portò ad una immediata ed energicissima preparazione alla resistenza. *)
Da quel momento gli avvenimenti precipitarono.
Il 26 aprile il generale Avezzana, Ministro della Guerra, inizia l'opera ufficiale di difesa; il 27 giunge la Legione italiana di Giuseppe Garibaldi, che, insieme alla Legione romana del Galletti, il 30 aprile respingerà il primo attacco dei Francesi a Porta S. Pancrazio e a Porta Cavalleggeri. aJ
La notizia, per tema che consolidasse nel Regno Sardo l'opinione pubblica favorevole all'eroica Repubblica, fu, da alcuni giornali conservatori, travisata, e i Romani furono detti autori di un terribile agguato contro i Francesi; notizia immediatamente, per l'energica opera del Pinto, portata nella gloriosa luce della giusta verità.
Ma non si potè arrestare del tutto Patteggiamento sfavorevole del Governo Sardo, nemmeno quando a Presidente dei Ministri fu chiamato il d'Azeglio.s) Il suo programma, anzi, fu esposto con chiarezza e senza sotterfugi: lega di Principi , non già unione di popoli ; consolidamento dell'esercito non per una guerra, ma per ristabilire P ordine interno : e quindi altro doloroso crollo di speranze liberali.
Intanto notizie tutt'altro che incoraggianti giungevano dalle Legazioni: Bologna eroicamente si difendeva da una irruenta quanto improvvisa invasione austriaca, ma non si poteva sperare in una lunga resistenza, dato che essa era senza armi e senza soldati, e la sua caduta certo avrebbe avuto un grave con* traccolpo sui difensori di Roma;4) e l'eroica resistenza di Palestrina contro le armi del fratellonemico napoletano aveva contemporaneamente prodotto perdite non indifferenti (7-9 maggio).
Vi fu un lieve rifiorire di speranze a mezzo maggio. H 15 infatti giungeva a Roma Ferdinando de Lesseps, inviato speciale della Repubblica francese, incaricato di accordarsi col Governo romano. Ma le condizioni proposte ai membri dell'Assemblea appositamente incaricati di trattare la questione, l'Audinot, lo Sturbinetti e l'Agostini, non poterono essere accettate. La soluzione proposta era ambigua: certo sarebbe stata preferibile una disfatta in guerra, che per lo meno
1) Lo stesso 29 il Pinto, rendendosi interprete di gran parte dei liberali italiani, esprimeva in una lettera al suo Ministero (vedi doc n. 19) la certezza, sebbene da lui personalmente non condivisa, che un governo dotato di libero istinto e di nobili sentimenti quale quello francese, non avrebbe mai conculcato presso di noi quella libertà che esso a prezzo di sangue, aveva guadagnato. A proposito della sua opinione personale cfr. E. VECCHI PINTO, op. *., nota 18, a p. 163.
2) Sulla difesa di Roma esiste una vastissima bibliografia che qui non è il caso di riportare; giova, ad ogni modo, confrontare: P. MODERNI, I Romani del 1848-49, Roma, 1911, opera di carattere divulgativo ma bene informata.
3) Vedi doc nn. 31-32.
4) Effettivamente la difesa di Bologna costituisce un'altra bella pagina dei fasti della nostra Patria: priva di viveri e di munizioni essa sostenne l'attacco nemico dal 12 al 19 maggio.
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