Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1936
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La missione di Michelangelo Pinta inviato presso il Governa Sardo 325
sensi del Gabinetto Saedo che assai chiaro appariscono sebbene leggnnsi sotto il velo di studiate vasi. La cosa peraltro fu condotta con tanto studio e con tal arte che. il giorno 24 tutti avevano non per falsa la notizia che circolò il 23 e fino a ieri mattina la Concordia ed altri giornali esclusi i più aderenti al Ministero smentivano la voce corsa e ciò un'ora prima che il Manifesto Ufficiale annunziasse pubblicamente il brutto fatto.
Il popolo restò muto e all'occhio dell'osservatore non era dato leggere nel volto di gran parte dei cittadini l'espressione di alcun sentimento, fosse pur di sorpresa. Triste ma dolorosa verità! Le provincia fremono però di concentrata indignazione e la generosa Casale all'approssimarsi dell'Austriaco si pone in armi negandogli il passaggio nell'interno della città: la sua risoluzione e la sua fermezza ne imposero; e il baldanzoso nemico che trionfalmente marciava ad occupare Alessandria girando sotto le mitra di Casale rispettava quella piccola ma coraggiosa citta.
La stampa pnr seguitata in molti giornali è sempre tenuta di mira dal Governo. Si parla della possibilità di una legge eccezionale che colpisca nel cuore questa libera espressione del pensiero. Il segreto delle lettere per legge inviolabile si crede da molti che non sia inviolato. Del rimanente il Ministero nella sua politica segue impertubato la vìa che si è tracciata al suo nascere.
Debbo ora accusarvi ricevimento contemporaneo di due vostri dispacci (n. 1163 e 1206) portanti le date del 16 e 19 aprile corrente. Il riconoscimento ufficiale delia nostra Repubblica per parte della Sicilia annunciatami nel pia recente dei vostri uffici è prova che quei governi che intendono a promuovere e non a conculcare libertà dei popoli non temono di stringersi fraternamente la mano e di proclamare in faccia al mondo il principio della sovranità popolare. In questo senso, presso mio invito, la Concordia e gli altri giornali più popolari di Torino ne parlano dando annuncio del fatto e invitando gli altri governi ad mutare l'Isola generosa. Quanto al darne formale partecipazione al Ministero non potei farlo mentre non sono con esso in rapporto. Nulla però cerco di trascurare perchè si diffonda la notizia e con essa il desiderio che il Piemonte siegua l'esempio della Sicilia.
Se poco m'è dato di fare a vantaggio della nostra Repubblica spero che riconoscerete non provenire nò da indolenza ne da freddezza ma dalla triste posizione in cui si trova oggi questo Paese sul cuore del quale posa una mano di ghiaccio. La crisi non sarà lunga, ho fiducia e momenti più propizi non tarderanno a brillare per la causa delle libertà che non si divide dalla causa dell'indipendenza nazionale.
Pronto sempre a nuove vostre disposizioni vi ripeto il senso di mia stima.
Salute e fratellanza.
firmato: Michelangelo Pinto. Al cittadino Carlo Rusconi Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Romana.
15.
(da un foglio a stampa).
H Consiglio dei Miniatri
Le esorbitanti condizioni proposte dal Gabinetto Austriaco nelle trattative della pace, e la sua insistenza nell'esecuzione pura e semplice dell'art. 3 dell'armistizio dclli 26 marzo ultimo passato, che porta l'ammessìone nella città e nella Cittadella di Alessandria di una Guernigione mista di forza eguale, fanno sentire al Governo del Re la necessità di spiegare alla Nazione la sua condotta, e di protestare in faccia all'Europa che per Ini non sta se la pace non è prontamente conchiusa.