Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1936>   pagina <329>
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La missione di Michelangelo Pinio inviato presso il Governo Sardo 329
Voi cittadino, userete di queste communicozioni come T interesse della nostra Repubblica, la vostra prudenza e la opportunità ve l'indicheranno. Salute o fratellanza.
p. Il Ministro
Borgatti. (di mano del Borgatti):
P. S. Accuso ricevimento del vostro n. 17 del 23 corr. e mi dichiaro inteso del contenuto. Addio!
19.
Torino, 29 aprile 1849. Cittadino Ministro,
Accuso ricevuta tanto dell'indirizzo in istampa dell'Assemblea Costituente ai governi e Parlamenti di Francia e d'Inghilterra, quanto dei vostri dispaccili. 1222 e 1246 del 21 e 23 aprile cadente.
Apprezzando altamente nei primo i lumi che mi somministrate e facendo tesoro delle notizie sullo stato politico e finanziario della Repubblica mi dò tutto il carico perchè il vostro concetto accennato negli ultimi periodi di quella circolare riceva un conveniente sviluppo e l'idea s'insinui negli animi dei cittadini i più pensanti e influenti perchè non mi è dato sperare che voglia ancora intenderla ed abbracciarla il Governo.
Confrontando nel secondo vostro pregiato foglio la distinta dei dispacci inviatimi veggo'con piacere essermi pervenuti tutti quelli che voi m'indicate oltre ai nn. 758-813-823-1206-1222 che ivi trovo notati. Del mio n. 8 che sarà andato smarrito sebbene di poco interesse vi accludo copia per semplice regolarità.
Poco avrei a dirvi di nuovo sullo stato del paese se non che ogni di più si rende sensi­bile l'onta che riceve il Piemonte dall'occupazione di Alessandria. I giornali già ministeriali passano anch'essi nella opposizione (tranne l'imperturbabile Risorgimento).
I/èsito infelice della missione di Gioberti, il suo richiamo da Parigi e l'avergli sostituito il Sig. di Beauregard tutto fa credere che al suo ritorno, che sarà fra brevissimo. Egli resterà di far parte del Gabinetto. Intorno alla nostra Repubblica qui si versa nell'incertezza: le dispo­sizioni del Governo sfavorevoli per principio e per sistema andranno a modificarsi a seconda dall'attitudine che prenderanno le truppe francesi, dal contegno che serberà il nostro popolo e dalla saviezza e costanza che sarà per mostrare il Governo. Ed io non dubito che otterremo da ciò i più favorevoli risultati. Il Popolo ha date prove di buon senso nello stabilire e di deter­minata volontà nel mantenere il nuovo ordine di cose. Gli uomini che sono al potere hanno la mente troppo elevata, il cuore troppo generoso, il carattere troppo fermo per non tutelare con ogni possa quella libertà che i popoli vollero e sol perchè vollero ottennero. I soldati della Repubblica Francese dotati di istinto libero e di nobili sentimenti non vorranno conculcare presso di noi quella libertà ch'essi stessi a prezzo di sangue guadagnavano, l'Assemblea Francese non potrà disconoscere in noi un diritto ch'essa ha esercitato nel proprio Paese e il suo Ministero innanzi alla tranquilla e dignitosa nostra fermezza recederà (se pur n'ebbe il pensiero) dal pro­getto d'imporne a libere genti una forma ed un sistema di reggimento che essi respinsero a grande maggiorità chiamate a pronunciarsi in faccia al mondo col suffragio universale. Com­piacetevi di tenermi esattamente informato sulle azioni e sulle intenzioni dei Francesi potendo io sommamente giovarmi di tati notìzie sì per stabilire sopra sicure basi la pubblica opinione, sì per valermene con questo Governo quando lo scorgessi opportuno. Le vittorie degli Ungheresi fanno credere che l'Imperatore d'Austria si recherà quanto prima a Verona, fuggendo i paesi ove l'approssimarsi delle armi vittoriose dei seguaci di Kossuth prepara una nuova e più