Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1936>   pagina <331>
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La missione, di Michelangelo Pinto inviato presso il Governo Sardo 331
ad, indovinarsi colla mente che analizzarsi colie parale. Roma è tornata ni suoi bei tempi: Roma rivede e fa rivivere legione antiche: Roma è animata ancora dallo spirito de' suoi illustri mag­giori, quei conquistatori del Mondo che fecero di noi tutti Italiani il primo popolo della terra. L'ardore con cui qui si combatte, o cittadino Inviato, strappa le lacrime a chiunque n'è testimonio, a chiunque palpita pei dolci affetti di patria. La città è piena di barricate e nomini, donne, fanciulli, tutti corrono a combattere, tutti corrono a difendere la nostra Repubblica minacciata. Il cannone tuona ma è una musica di gioia; tale e l'effervescenza con cui tutto il popolo ne ascolta il rimbombo. I Francesi venuti parecchie volte all'attacco sono stati per tutto respiriti lasciandoci da 500 prigionieri, avendo avuto forse altrettanti morti, e sono rimasti come incerti di quello che pò tran fare contro una città che ha mostrato loro, se gl'Italiani ancora sappiano combattere.
I Napolitani ancora sono entrati e verran all'attacco e con fidenza ii aspettiamo e Roma si apparecchia a dare ad essi pure una severa lezione. Guai a chi minaccia la Repubblica ; egli sarà schiacciato. La gioia regna intanto fra noi anche in questo stato d'assedio e tutti all'ap­pello sou pronti a correre alle barricate; vengan Francesi, Napoletani, Tedeschi, Roma non dispera di uscire trionfante anche da tutta Europa collegata.
Non mi diffondo in particolari perchè avrete ricevuto i bollettini che vi ho trasmessi. Par­late intanto e infiammate il Paese in cui risiedete delle glorie del popolo Romano, che sa cosi bene difendere le sue istituzioni, la sua indipendenza che si degno si mostra del retaggio glorioso che gli fu tramandato.
Oggi, abbiamo tregua, ma domani aspettiaml'assalto da due parti. Viva la Repubblica! Fate
che sia resa giustizia all'eroico popolo Romano.
Il Ministro;
Carlo Rusconi.
22.
N. 20.
Torino, 2 maggio 1849. Cittadino Ministro,
Mi pervenne insieme al vostro dispaccio n. 1290 del 25 aprile p.p.to la protesta della nostra Sovrana Assemblea contro l'intervenzione Francese. Non avendo io potuto ancora qui rivestire la qualifica di Rappresentante della Repubblica Romana, come vi è noto, né potendo perciò com-municare d'ufficio al Governo Sardo quell'atto ho adoperato perchè tutti i giornali di Torino non esclusa la Gazzetta Ufficiale, lo ripetessero ed ottenesse cosi la maggiore possibile pubblicità.
H Cittadino De Boni inviato della Repubblica a Berna m'incarica con sua privata lettera di trasmettervi l'unito dispaccio dubitando che molti de' suoi precedenti non vi siano pervenuti. Qui tutto è nelle tenebre e nel mistero. Il Marchese Massimo d'Azeglio è di ritorno a Torino da sabato scorso. Molti pensano (non io) ch'Egli sarà chiamato a far parte del Ministero attuale. Anche se questo fosse non sarebbe a sperarsi perciò un cambiamento di politica nel Gabinetto. Null'aitro ho da dirvi per ora se non che ripetervi coi sentimenti di stima i miei fraterni saluti.
Michelangelo Pioto. Al Cittadino Carlo Rusconi.
23. -Ministero degli Affari Esteri;
Roma, li 5 maggio 1849.
N. 1391.
Cittadino Inviato, Accaso ricevimento del vostro n, 19 in data 29 aprile scorso coli*inserta copia dell'appunto 31 marzo n. 8.