Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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EJena Vecchir~PÌ7tto
non debbono né possono rimanere indifferenti a quanto succedo negli stati Romani, non debbono né possono dissimulale ebe il Papato non è mezzo di ristorazione siccome quello ebe viene respinto dagli eroici sforzi di tre millioni di sudditi. U fatto di Bologna acquisterà importanza gravissima anche presso i più tenaci dell'inganno. Bologna era in concetto di moderata presso la stessa camarilla di Gaeta, e da questa si proponeva a modello alla capitale nonché alle altre ardenti città dello stato. Bologna non racchiudeva entro le sue mura emigrazione dì sorta; Bologna non aveva milizia repubblicana: ebbene, questa città su cui marciavano a colpo sicuro gli Austriaci capitanati da Monsignor Beami legato Pontificio, nel pericolo di ricadere sotto il Governo Papale, sorse concorde in una volontà sola protestando fra le bombe nemiche nel sangue de* suoi prodi attraverso le fiamme de* suoi cospicui edifici, Bologna dura da quattro giorni in un sanguinoso conflitto per non subire il dominio temporale del Pontefice. È questo un fatto che i Governi d'Europa debbono apprendere e studiare per loro norma. La Repubblica Romana non ebbe fin qui il prestigio dell'armi ma attaccata impudentemente ella può coU'ardimento il piò disperato sollevarsi ad una altezza non aspettata, ella può vomitare un fuoco incendiatore per tutta l'Europa.
Valetevi di questi cenni e illuminate costi quanti possono giovare alla nostra causa.
Salute e fratellanza.
Borgatti, sostituto.
35.
Torino, 15 maggio 1849.
N. 24. Cittadino Ministro,
Riscontro i vostri dispacci n. 1419 e 1429 del 7 e 8 maggio corrente. A tenore delle istruzioni trasmessemi nel primo, passai al sig. Gaetano Gattinelli franchi 150 (centocinquanta) in rimborso di altrettanti da esso somministrati al cittadino Alceo Feliciani già inviato della Repubblica in Torino. Ne ritengo presso di me la ricevuta originale di cui vi unisco la copia n. A~A.
La nota alle potenze cattoliche che accompagnava il vostro secondo ufficio è già stata per mia cura riportata dai principali giornali Torinesi e non bo mancato con tutti i modi di darle la maggiore possibile pubblicità.
La causa di Roma mediante la sua imperturbata costanza, e la sua eroica difesa guadagna ogni giorno di più le simpatie universali. Gli stessi giornali che per lo innanzi villanamente attaccavano la nostra Repubblica non possono ora a meno di rispettarla e vergognandosi degli insulti a larga mano lanciati sul generoso nostro popolo ora rigettano e smentiscono l'accusa di viltà, tradimento, ne commentono il coraggio e la fermezza, ne riconoscono i nobili sentimenti, ne ammirano l'amore vivo di libertà e d'indipendenza; ma affettano di compiangerne la sorte futura che gli prepara questa, ch'essi chiamano n gloriosa u ma impolitica resistenza. Noi peraltro come già disprezzammo le calunniose invereconde loro imputazioni di codardia e di tradimento li dispensiamo ora da questo inutile compianto e fidenti nella giustizia della nostra causa, attendiamo dall'entusiasmo del popolo, dal valore della milizia, dalla fermezza del Governo, dagli avvenimenti che si maturano in Francia e dalla grande commozione europea uno scioglimento felice ai magnanimi fatti di Roma.
Il Ministero Piemontese resta a tutto questo impassibile. Attendiamo ancora per poco.
Salute e fratellanza.
Michèle Finto.
Al Cittadino Carlo Rusconi,
Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Romana.