Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1936>   pagina <346>
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34<> mona Veccìùr-Pinto
Ancona è ben guardata dai nostri e giamo certi ohe il nemico incontrerà ivi una insuperabile resistenza.
Ho voluto, o cittadino dirvi queste poche cose per non lasciarvi un sol giorno senza notizie e senza dispacci. Spero che vi perverranno regolarmente i miei giornalieri appunti.
Salute e fratellanza.
Borgatti.
46.
Ministero degli Affari Esteri.
Roma, li 25 maggio 1849.
.1 N. 1538;
Cittadino,
Gli Austriaci invece di proseguire nella linea che da Pesaro mette ad Ancona hanno ripiegato verso Jesi: pare quindi che sia loro idea di lasciarsi alle spalle Ancona forse per congiungersi al corpo d'armata del Generale D'Aspre che viene di Toscana. Le nostre forze dovranno concen­trarsi a Foligno dove può farsi valida resistenza.
Le trattative co' Francesi BÌ continuano sempre e ci giova sperarne buon frutto. Qualunque
sia l'esito delle elezioni in Francia, io credo che la grande Nazione non vorrà subire d'un tratto
l'umiliazione d'un impudente colpo di mano. L'armata francese che noi abbiamo alle porte, non
può essere, no, l'alleata dei nemici della libertà e della Nazionalità Italiana. In Roma continua,
fra una calma dignitosa, l'ardore della difesa. L'aspetto di questa Metropoli è imponente e grande
quanto lo era, e forse più, ne* bei giorni delle nostre illusioni.
Salute e fratellanza.
Borgatti.
47.
N. 27. Torino, 26 maggio 1849.
Cittadino Ministro,
Ricevo quasi contemporaneamente i vostri dispacci n. 1479-1495-1505-1514-1519 datati del 171819 e i due più recenti del 20 maggio corrente. Tenendo conto delle importanti comu­nicazioni e delle deduzioni che ne conseguono cerco di trovar sempre il miglior partito a vantaggio della giusta nostra causa.
Respinte con assennato giudizio e con dignitosa fermezza dall'Assemblea le prime tre propo­sizioni del Plenipotenziario Francese voglio credere che, meglio avvisato, il Sig. Lcsseps si lascerà condurre a più ragionevoli consigli, e testimone com'è dell'unanime volere dei Romani, dei cittadini e di tutto io stato, si guarderà dal trascinare ad un nuovo gravissimo fallo il Governo di Francia, fallo che potrebbe recare seco le più funeste conseguenze. L'andamento delle cose a Parigi è tale che ogni di più chiariti i fatti, le simpatie della nazione si manifestano assesta­mento per noi. E già sotto il peso di nuove annunciate interpellanze intorno alle cose di Roma, il Ministero Barrot ha dato collettivamente le sue dimissioni. Notizie le più rassicuranti perven­gono inoltre sul risaltato delle elezioni. La maggiorità della nuova assemblea sarà senza fallo repubblicana nel vero senso della parola ed uno dei suoi primi atti dovrà essere in tal caso il riconoscimento della Repubblica Romana. In questi supremi momenti in cui la libertà è alle prese col dispotismo non può esitare la Francia a pronunciarsi per la causa dei Popoli, talché la questione d'Italia, di Germania, di Ungheria e di Polonia dovranno considerarsi una sola questione, che la Francia per istinto, per sentimento, per simpatia, per dovere e per proprio interesse non può a meno di sostenere o proteggere.