Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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Elena VecchiPinto
54.
1) L'appoggio della Francia e assicurato alle popolazioni degli Stati Romani, le quali riguardano Tarmata francese come un'armata amica che viene a concorrere alla difesa del loro territorio.
2) L'armata francese prenderà d'accordo col Governo Romano e senza immischiarsi ùi nessun modo nell'amministrazione del paese, gli accantonamenti esterni convenevoli tanto per la difesa del paese che per la salubrità delle truppe. Le commum'eazioni saranno libere.
3) La Repubblica Francese garantisce da ogni invasione straniera il territorio occupato dalle sue truppe.
4) S'intende che il presente accomodamento dovrà essere sottoposto olla ratifica del Governo della Repubblica Francese.
5) In nessun caso gli effetti di questo accomodamento potranno cessare che 15 giorni dopo la comnmnicazione ufficiale della non ratifica.
Firmati: Armellini Saffi. Mazzini.
U Ministro della Rep. Francese in missione. Firmato: Ferdinando Lesseps.
55, Torino, 1 giugno 1849.
N. 29, Cittadino Ministro,
La interpellazione del Ministro di Francia al Governo Sordo (dì cui vi feci parola nel mio precedente n. 28) diretta a conoscere quale attitudine esso Governo prenderebbe se le truppe francesi scendessero in Piemonte non avendo ottenuto che una risposta ambigua ed evasiva è stata seguita da altra nota più esplicita e categorica nella quale reclamavasi pronta e decisiva risposta. Mentre la Francia con tali prattiche mostra chiaro di voler passare quanto prima le Alpi per mettere freno alla baldanza Austriaca, il governo imperiale non trascura mezzo per concludere la pace col Piemonte. In questi ultimi momenti, per quanto affermasi, recedendo dalle stravaganti ed enormi pretese affacciate in principio, propone lusinghiere condizioni. L'indennizzo per le spese di guerra domandato in 200 milioni di franchi verrebbe a piccola cifra ridotto e forse anche l'austriaca generosità giungerebbe a rinunziarvi purché in pegno di una durevole pace un patto di fraterna alleanza collegasse i due Governi. La Francia (cosi osserva l'Austriaco) minaccia da un istante all'altro di violare il territorio Piemontese; ebbene, segnata la pace e l'alleanza potrà il Governo Sordo spingere alle Alpi un corpo di 40.000 armati per opporsi alla invasione francese, mentre le truppe imperiali miste alle regie guarniranno le piazze del Regno ed assicureranno la tranquillità e l'ordine nell'interno. Le insistenze della Francia, le sollecitazioni dell'Austria tengono questo governo in un'angustia tremenda e pende ancora irresoluto a quale delle due Nazioni sia per accostarsi. La Francia ora rappresentata da uno nuovo Assembleo colle sue istituzioni repubblicane turba i sonni ai Ministri del Re, l'intervento delle Bue truppe fa loro temere per Finterà tranquillità del Paese. D'altronde l'Austriaco, fu già nemico gli è vero, ma dichiarata con esso la guerra impossibile giova d'ottenerne pace giovevole e vantaggiose condizioni. L'interesse materiale del paese ne guadagna se al preteso indennizzo in tutto o in gran parte rinuncia l'Austria e quando la pace è segnata, quando il nemico diviene amico perchè non volerlo alleato ? Le milizie dei due stati già prestano unite il servizio in Alessandria e perchè non lo potrebbero egualmente nelle oltre città del Piemonte mentre il grosso delle regie troppe contrasterebbe il passo ai Francesi? Per questi è il disordine, l'anarchia, la Repubblica; per quelli, nemici ai demagoghi e ai faziosi, la tranquillità, l'ordine, la Monarchia. In questo mare di dubbiezza travagliato, il gabinetto sordo non sa ancora in quale dei due eempi schierarsi e ad accrescere il suo imbarazzo se non vuole trovarsi esposto