Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1936
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La missione di Michelangelo Pinta inviato presso il Governo Sardo 351
elle conseguenze sempre fatali pel debole dì una diplomatica neutralità, si aggiunge la necessità di decidersi fra brevissimo per una delle dne parti. Da un lato s'innalza il vessillo del popoli, dall'altro quello dei Principi; quale dei dne. abbracoierà il Governo del Re?... .Ecco la questione che si agita ora nel paese; ecco il qnisito cui ciascuno interrogando sé stesso teme di rispondere secondo le proprie previdenze. Il partito aristocratico non è a dubitarsi da quale parte penda ma la maggiorità non è certo con esso. U gran problema dovrà sciogliersi in breve...
Accogliete queste poche notizie che ricevo da buona fonte e vivete sicuro che non trascurerò di tenervi informato al possibile delle trattative e dei maneggi diplomatici, delle tendenze e delle risoluzioni del Governo. La salute del Re accenna ad un lento miglioramento.
I vostri dispacci n. 1536 e 1538 del 24 e 25 maggio mi ragguagliono delle cose di Roma ed io cerco al solito di trarne profitto come vi sarà agevole scorgere leggendo gli articoli polemici, le cronache politiche e le corrispondenze del giornalismo liberale di Torino. La verità dei fatti non alterata di una sola parola, ma accompagnata da opportune riflessioni e da ragionati commenti rischiara le idee del Popolo e stabilisce sopra solide basi la pubblica opinione in favore della nostra causa per la quale s'appressa il giorno del definitivo trionfo.
Salute e fratellanza.
Michele Pinto.
Al cittadino Carlo Rusconi,
Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Romana.
56. Roma, 2 giugno 1849.
Non vi scrivo nella solita carta per maggiore sicurezza. Spero che vi saranno pervenuti tutti i mìei fogli compreso quello di ieri in cui vi compiegai la convenzione del nostro Governo col Ministro Francese.
Lesseps partì ieri sera per Parigi. Pare che il Generale Oudinot agisca in seguito di recenti ordini telegrafici del suo Governo: egli afferma che in breve ci attaccherà. La resistenza sarà qui terribile. Gli Austriaci tengono sempre assediata la Città di Ancona mentre con un corpo
venuto di Toscana minacciano Perugia e le Marche. Addio.
Borgatti.
Pai dne uniti fogli a stampa rileverete come il Generale Oudinot che aveva promesso di
non attaccare prima del 4, abbia mantenuta la parola. Dalle 3 . antimeridiane dura l'attacco:
ora sono le 3 pomeridiane. I nostri conservano le loro posizioni con un eroismo senza esèmpio:
grande è la strage da ambo le parti: maggiore però dalia parte nemica. Porta San Pancrazio
è attaccata ostinatamente. Il nemico tenta quel punto perchè occupatolo una volta, Roma è
perduta. Ma i nostri valorosi sapranno difenderlo anche contro tutte le forze nemiche. Addio.
Roma, 3 giugno 1849.
Borgatti.
Mi
(da un foglio a stampa)
Repubblica Romana.
Commissione delle Barricate. Popolo!
Un giorno di guadagnato. Hanno mancato di parola. Ma noi terremo la nostra di resistere di aver coraggio, di respingere un'altra volta Io strano nemico.
Ci eravamo intesi col Ministro Lesseps, or c'intenderemo col Generale Oudinot. Per lui conviene il linguaggio del 30 aprile, linguaggio chiaro e concorde perchè tra noi non è l'anarchia e la discordia che regna nel campo Francese fra gli Ambasciatori ed i Generali.