Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1936>   pagina <352>
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Elena Vecchi-Pinfo
Popolo! Ritorniamo alle barricate. Rammentiamoci che ostinandosi le Artiglierie nemiche devono aprirò nelle mura una breccia e che appunto per questo dietro alle mura elevammo ! nostre barricato. Allora, allora comtncierà la vera lotta del popolo. Lotta implacabile perchè col fratello che ci scanna la madre, hi ferocia è diritto, è dovere di natura.
Né dieci, né venti mille cannonate, o bombe bastano a incenerire Roma, e seppellire la liberta. Roma, la mattina del 3 giugno.
Cernuschi Cattabeni AndreinL Roma, 1849 Tipografia Nazionale.
58.
(da un foglio a stampa)
Repubblica Romana
In nome di Dio e del Popolo. Romani!
Alla colpa d'assalire, con truppe guidate da una bandiera repubblicana una Repubblica
amica, il Generale Oudinot aggiunge l'infamia del tradimento. Egli viola la promessa scritta
eh* è in nostre mani, di non assalire prima di lunedi.
Su, Romani! alle mura, alle porte, alle barricate! Proviamo al nemico che neppure col
tradimento si vince Roma.
La città Sterna si levi tutta nell'energia di un solo pensiero! Ogni uomo combatta! Ogni
uomo abbia fede nella vittoria! Ogni uomo ricordi i nostri Padri e sia grande!
Trionfi il diritto, e vergogna perenne all'alleato dell'Austria!
Viva la Repubblica!
Roma, dalla residenza del Triumvirato, 3 giugno 1849.
I Triumviri:
C. Armellini G. Mazzini A. Saffi. Roma 1849 Dalla Tipografia Nazionale.
59. Roma, 4 giugno 1849.
Dalla mia di ieri avrete rilevato con quanto valore i nostri difendessero dalle 3 antimeri diane alle 3 pomeridiane la porta S. Pancrazio ostinatamente attaccata dai francesi. La zuffa continuò sino all'Ave Maria: i nostri ripresero anzi alcune posizioni occupate nei giorni precedenti dai Francesi. Le perdite non sembrano dall'una e dall'altra parte così gravi come lo faceva ieri temere un cannoneggiamento e una moschetteria cotanto forte e continuata. Noi abbiamo a lamentare la perdita di diversi ufficiali fra quali alcuni di un valore e di un ardire senza esempio. I nostri Giornali v'informeranno di qualche eroico tratto dei nostri che si direbbe favoloso se non fosse accaduto sotto gli occhi di un popolo intero, e degli stessi nemici.
L'attacco nemico fu sempre di moschetteria e venne determinato da un loro tentativo sco­perto dai nostri di collocare le grosse artiglierie per rompere Porta S. Pancrazio. Oggi pure tuona il nostro Cannone per disturbare t nemici che tentano il collocamento delle artiglierie alla stessa direzione. Ma i loro tentativi, lo speriamo con fondamento, saranno vani e Roma potrà di nuovo, forte del suo trionfo e della sua gloria attendere dai grandi avvenimenti la salvezza propria e della libertà Europea. Addio
Borgatti.