Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1936
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La missione di Michelangelo Finto inviato presso il Governo Sardo 355
principio non si volle prestar fede all'annunzio, ma confermato nel seguente giorno a aggiuntavi questa mane le nuove di altro attacco eseguito il giorno 5, non potè più dubitarsene.
Quando conculcata ogni legge, violato 1 diritto delle genti, infranta la santità dei trattati, ai commettono enormità da disgradirne le più. selvagge ed incolte Nazioni, non è più solo l'indignazione che si desta contro questo sociale assassino, ma si aggiunge il disprezzo più alto. h Roma sempre eguale a sé stessa respinge per la seconda volta con eroica imperturbabile fermezza la sacrilega aggressione.
Il giornalismo torinese cui mi affrettai di somministrare notizie e schiarimenti, non senza invito a porre in luce i fatti ed appellarne alla Francia istessa ed all'Europa, il giornalismo adempie con sentimento leale e patriottico al nobile ufficio. L'articolo primo del n. 136 della Concordia che sotto fascia vi rimetto (n. 31 A) e la sua cronaca politica vi daranno un saggio dei pensieri che ho cercato inspirare in chi ha missione di rischiarare e dirigere sui grandi avvenimenti la pubblica opinione. In cgual Benso mi diedi carico di scrivere a Berna, Ginevra, Lugano, Parigi e Bruxelles perchè la parola unanime e concorde parli ai Popoli la verità e la voce della giustizia tuoni sulla Senna tremenda. La grande Nazione non potrà tolerare che il suo nome glorioso venga trascinato nel fango e l'onor suo cosi orrendamente macchiato. Se Roma con l'usato eroismo risponde per qualche giorno ancora alla furia dell'ingiusto aggressore, Roma otterrà in faccia ai mondo il più luminoso trionfo come già si coperse di novella gloria immortale. In Torino anche i più avversi al nome di Repubblica rendono omaggio alla Romana virtù e s'avveggono finalmente che le glorie di Roma sono pur glorie Italiane. Tutti fan voti perchè tanto valore e tanto sangue non sia senza la meritata mercede profuso. Cosa ne pensino i Ministri del Re non saprei dirvi. Spero pel loro e per l'onore d'Italia che faccian voti col popolo perchè s'abbia a Roma il trionfo.
La mancanza di notizie circostanziate e dirette è dolorosa per me che non potendo dividere coi miei concittadini i pericoli e le glorie della battaglia debbo passare dei giorni in una tormentosa incertezza. M'affida peraltro il senso del Governo, la costanza del Popolo, il valore delle truppe, hi santità della causa. Con tale fiducia alla notizia della eroica, meravigliosa resistenza attendo che succedano quelle di nuova e più splendida e definitiva vittoria.
Accogliete intanto coi voti più fervidi del mio cuore i sinceri auguri di salute, i pegni di fratellanza.
Michele Pinto.
66.
Roma, 9 giugno 1849.
Oggi il cannoneggiamento da una parte e dall'altra è più frequente. Ma non è attacco però.
I francesi proseguono i loro lavori di terra per avvicinarsi ognor più alle nostre fortificazioni;
i nostri bravi artiglieri disturbano continuamente questi lavori. Eccovi la guerra che ci fa la
Francia da un mese e mezzo oramai, guerra che sarà fatale alla nostra esistenza politica e che
copre i suoi eserciti di una macchia cui basterà appena a cancellare l'opera dei secoli. Pervenne
ieri sera la notizia della formazione del nuovo Ministero francese, I nomi dei Barrot e FaHoux
mostrano abbastanza il colore di questo nuovo Gabinetto. Addio.
Borgatti.
67.
Roma, li 10 giugno 1849.
Ieri serai nostri fecero una sortita che ebbe per risultato la distruzione di alcuni lavori
di fortificazione nemica, più alcuni prigionieri fatti dai nostri.
Oggi si sente ad intervalli la moschetteria. Se nuove forze non sopraggiungono all'inimico
la vittoria sarà sempre dei nostri. Addio:.
Borgatti.