Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1936>   pagina <358>
immagine non disponibile

3S8
Elena Vecchi-Pinto
lei 9 por quanto siasi volato maturano, provocando il popolo, e macchiando di sangue le vi era troppo microscopico per detorminare questa grave misura. Se altra circostanza si presen tasse non andrebbe certo perduta. Torino se ne avvede e tace, le provincia fremono e atten­dono: tutti guardano al Campidoglio e s'inchinano. Il linguaggio della Presse sugli affari di Roma mi consola altamente! quel giornale non fu certo troppo tenero per l'Italia, ne pud trac­ciarsi di uhrudcinocrati.cn esaltazione, parlando come ora fa della nostra quistioner dotato com'è di tatto politico unissimo, mi assicura che lo spirito pubblico è assai ben disposto e che la misura è ornai colma. Fra due giorni grandi notizie m'attendo da Parigi. Intanto sarà giunto in Roma il Sig. De Courcelles e dopo tanti giorni di continua e gloriosa lotta, forse si riapri­ranno trattative che facendo respirare le nostre milizie daranno agio perchè ai maturino a Parigi i destini d'Europa.
Roma salva l'Italia salvando prima la Francia.
Mi dichiaro inteso del contenuto dei vostri dispacci del 5 e 6 corrente e nell'ansia di sempre favorevoli notizie vi rinnuovo i miei fraterni saluti.
Michele Pinto;
72.
Roma, 14 giugno 1849.
Nel Momtore leggerete le risposte dell'Assemblea Generale della Nazione, del Generale in Capo dell'Armata, del Triumvirato all'indirizzo ed intimo del Generale Oudinot. Egli è sulla risposta dell'Assemblea in ispecial modo che io richiamo la vostra attenzione. Una tale risposta non ammette replica; e nessuno potrà porre in dubbio che l'attacco del Generale Oudinot non sia ora una violazione flagrante del diritto delle genti, e un nero tradimento commesso all'ombra di una solenne e formale convenzione. Voi fatevi forte di questa ragione e di questo fatto e procurateci costi con tutti quei mezzi che sono in poter vostro l'appoggio della pubblica opinione.
Tutto ieri le batterie nemiche lavorarono alla breccia, oggi i colpi sono meno frequenti.
I razzi e le bombe volano per la città dei grandi Monumenti: il popolo, le donne e i fanciulli
salutano ridendo questi deboli sforzi del dispostismo. Addio.
Borgatti.
73.
Roma li 15 giugno 1849.
Le situazione è sempre la stessa. Il nemico prosegue coi colpi alla bréccia e ci regala razzi
e bombe e noi proseguiamo a fortificarci e a difenderci. Lo spirito della città si mantiene in
quello stato di calma dignitoso ed ardente nello tempo istesso che ben mostra come gli animi
si penetrino della giustizia e della Santità della causa. Addio.
Borgatti.
74.
Roma, li 16 giugno 1849. Comunque la situazione sia sempre la stessa, non tralascio tuttavia di scrivervi, onde un giorno di silenzio non sia causa di dolorosi timori. Sappiate che qui si resiste sempre eroicamente.
II cannone nemico ha per verità guastato non poco il bastione delle mura, ma i nostri stanno qui per compiere già una seconda lineo che obbligherà in ogni modo il nemico ad un secondò assedio per una seconda breccia. Cosi noi prendiamo tempo e affidiamo la nostra sorte agli
avvenimenti. Addio. .
Borgatti.