Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1936
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359
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La missione di Michelangelo Pinta inviato presso il Governo Sardo 359
75,
Torino, 16 giugno 1849.
N. 34. Cittadino Ministro,
Sono in possesso dei vostri pregiati dispacci del 7, 8 e 9 corrente. Le sempre consolanti notizie di Soma vennero ieri amareggiate dal dispaccio telegrafico che ci annunciò l'Assemblea Francese aver passato all'ordine del giorno sulle interpellanze del rappresentante Lcdru-Rollin. Ma dietro l'Assemblea è la Nazione; e le minacciose parole che suonarono sulla tribuna e il linguaccio franco e risoluto di quasi tutti i giornali fanno sentire come sia difficile che il Popolo Francese subisca l'onta cui vuole condannarlo un dispotico Governo, una invereconda maggiorità Parlamentaria. Coraggio e fede: la nostra causa non può soccombere e finché Roma dà al mondo un si luminoso esempio di volere e di costanza le sorti dei Popoli non sono ancora decise. Questo Ministero senza velo si allegra dando già per ispacciata la causa di Roma e si stringe sempre più. all'Austria senza che se ne dolga la Francia. Il Ministro Piacili ottenne a Novara la restituzione del suddito Piemontese condannato dal Consiglio di Guerra delle Imperiali Truppe e tornò a Torino menando vanto di questa soddisfazione come di una completa vittoria. Tutto qui si fa per comprimere lo spirito pubblico. Al Campo di S. Maurizio alcuni ufficiali Lombardi riuniti in un pranzo gridarono nell'entusiasmo: Viva i valorosi romani: la sera ne furono messi agli arresti quattro. La stampa è perseguitata, le riunioni dei Circoli o proibite o sorvegliate; gli innocenti assembramenti sciolti con cariche di cavalleria, puniti con carcerazioni ed esilii e dati al Commissario La Marmora gli ordini più precisi per agire con tutto il rigor militare ove qualche apparenza di vitalità si manifestasse nella Liguria.
In mezzo a tanta tristezza conforta che la Lombardia è tutta pronta ad insorgere: le guarnigioni austriache sensibilmente diminuite. Talché alla prima opportunità l'incendio generale ivi si desta e questa volta sarà in nome della libertà che sorgeranno quei Popoli e in nome della libertà si combattè e.si vince. Roma ne dà al mondo la prova. Si efferma da tutte parti che i Magiari siano su Fiume: oveiciò fosse l'insurrezione Lombardo-Veneta all'istante ne segue e gli Italiani stringeranno la mano ai generosi Ungheresi, che scossero con tanto valore e a prezzo di tantisacrifici l'abbonito giogo della tirannide. Costanza e fede, e la nostra causa avrà il meritato trionfo. Salute e fratellanza.
Michele Pinto. Al Cittadino Ministro degli Affari Esteri
della Repubblica Romana. Roma.
76.
Roma, li 17 giugno 1849, Il Signor de Corcelles inviato francese al quartiere Generale di Oudinot, ha dichiarato ai nostri Triumviri che la convenzione Lesscps è nulla perchè il 31 maggio era stato ritirato a Lesseps j] primitivo mandato. Il Triumviro Mazzini coi principii più owii di giurisprudenza comune ha soggiunto che la buona fede in cui era a tutto il 31 maggio il Governo Romano, rende quell'atto immune da qualsiasi cavillosa e curialesca eccezzionc. Vedete però fino a dove arriva l'immoralità della politica del Governo Francese. Dai giornali di Francia so che tutto questo intrigo è stato svelato dal Lesseps: per culla questione Romana abbandonando per un istante il suo carattere di questione politica assume ora quella di quistìone d'onore nazionale e di pubblica moralità. In tale emergenza io credo che tutta l'Assemblea avrà sufficiente pudore per disapprovare la condotta del Governo e quando non si voglia per ora riconoscere la nostra Repubblica si dovrà per lo meno ordinare all'armata di non nuocerei e di mettersi in posizione neutrale. Domani
tornerò su questo argomento. Addio
Borgatti.