Rassegna storica del Risorgimento

RIMINI
anno <1914>   pagina <239>
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I oasi ài Eminl dopo la rivoluzione del 1831 239
bio di ctwlere in colpa, nelPassecondare la rivendicatone di un principio di libertà e,ii progrosso in contraddizione coi voleri del Sommo Pontefice. Ecco perchè qnei preti sobillati dalle artì calunniose con cui il governo di Roma cercò di vituperare'H moto di feb­braio, eccitati dai furiosi proclami del segretario dì Stato Ber-nettó, paurosi d'accumulare ai mali presenti mali futuri, s'erano accinti alla lotta ora aperta ora subdola contro la rivoluzione, trascinando alla rivolta le turbe contadinesche. B avevano preso le cose tanto sul serio da negare, dopo la rivoluzione, la confes­sione a tutti coloro che, avendo partecipato ai moti, volevano, adempiendo al precetto pasquale, riconciliarsi colla Chiesa: * la quale, però, non tardò di concedere ai vescovis la facoltà di assol­vere per sé e per mezzo dei confessori dalle pene spirituali i fau­tori semplici e non principali dei moti j chi aveva violato la im­munità o, costretto, aveva preso le armi, esclusi i fautori che avevano ingiuriato-personalmente dignità ecclesiastiche ; e tutti gli ecclesiastici che avevano preso parte ai moti;* questi ultimi dovevano poi implorare dalla Santa Sede speciale sanzione. Tutti infine erano tenuti a riparare i danni provenuti dalla loro coope­razione.
Ma riprendiamo il nostro racconto.
In Riinini al mattino del 27 venivano pubblicati due proda*
i Mona. Olttrelli, a 1 aprile 1831 iAvfàfy.. '.twmA, titoli; ìt., 1-2-3) scri­veva al Vescovo di Biudm : .E di vero i Confessori metìtano ogni scasa, ogiri volta ohe leggono co' propri occhi fin sopra i Confessionali affisso il transunto di quella Bolla nella quale Bono prese di mira le persone apertamente cadute nella contravvenzione di cui favello... cioè d'aver preso parte alla rivolu­zione. Ma, più. oltre, chiedeva al Vescovo : E perchè non dovrebbe provve­dersi che siano caritatevolmente abbracciati t .
* Vedi Doeum., n. 2.
3 Alla rivoluzione di Biadili e dintorni,, per quello che so, aveva preso parte don Berardi ohe; au1 :4avie,iver sofferto, se lo: troviamo membro del con­siglio comunale di L'i mini dopo la rivoluzione : don Tito Brigidi di Cattolica ohe per avere dato grave scandalo ed ammirazione agli abitanti del suo paese nel passato avvenimento politicò, coll'avere tenuto una Condotta e contegno assai licenzioso disonorando con parole: ed attì impropri il (suo) Carattere 8a-oro veniva sospeso a divinis confinato nel convento di San Bernardino. (Arohk. '-nscoiK,..m<>tà ''/ "l-- Boceaao contro don T. Brigldl) ; o final­mente certo don Splendori di Pesaro ohe. Crébbe in Rimiri* predicato la tran­quillità e la pace fraterna. G-iAtfQJ, 3.