Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1936>   pagina <363>
immagine non disponibile

La missione di Michelangelo Pinta inviato presso il Governo Sardo 363
santità di una causa non si distruggono e non dipendono dal capriccio di ito Imperiai Presidente, o dal timido voto di una illusa Assemblea. Rama si difende, combatte per la liberto, e pel diritto, e la libertà e il diritto sostenuto dal Popolo avrà alla fine il trionib.
I vittoriosi Ungheresi già occupano la Croazia e a momenti toccheranno l'Italia. La insurre­zione Lombarda è ben preparata e all'apparire dei Magiari scoppimi tremenda. Se Roma, Ancona e Venezia stan salde, ecco un'altra volta Italia risorta che abbraccia come sorella una nuova Nazione non ancora invilita dal sordido interesse né addormentato sui vecchi allori come pur troppo è la Francia.
Parlandovi dell'interno di questo Stato non vi dissimulo che il Ministero trovasi in grande imbarazzo. Non può tardarsi di molto la convocazione dei collegi elettorali e le Provincie sono tutte disposte per elezioni completamente radicali. I Ministri hanno ben il coraggio di sciogliere nuovamente la Camera appena conosciuto che la maggiorità dei Deputati non aderisce alle loro opinioni, ma sorge difficoltà gravissima la mancanza di autorizzazione alla riscossione delle imposte. Quindi un dilemma. O cangiamento di Ministero e di politica, o con un colpo di stato sospendere le garanzie costituzionali. È mia opinione che non mancherebbero alcuni fra i Ministri di abbracciare senza esitazione questo secondo partito, ma taluno cui forse ritiene il pudore vi si opporrebbe. Che farà dunque il Gabinetto in questo caso ? Io non potrei prevederlo. Gli è certo che i Giornali e di Torino e delle Provincie già tutti in coro ripetono che niuno dal 1 luglio debba più pagare le imposte né dirette né indirette. L'articolo dello Statuto è ben chiaro né i Magistrati declinano facilmente dalla giustizia. Quindi il potere esecutivo non verrà sostenuto dal potere giudiziario. Già in altro caso ne fece trista prova il Governo che soffrì più d'uno scacco nei processi intentati alla stampa nei quali tutti s'ebbe Tonta di vedere assoluti gli accusati, gli accusatori condannati e derisi. Anche qui dunque s'agitano e si preparano nuove sorti. Coraggio e costanza. L'Italia attende ancora la sua salvezza da Roma.
Mi sono pervenuti i vostri dispacci del 12, 13, 14, 15 corrente e sperando che con cgual regolarità vi giungano i miei vi rinnuovo i sensi di mia stima.
Salute e fratellanza.
Michele PintO.
85.
Roma, 23 giugno 1849.
Nella scorsa notte la città è stata esposta ad un terribile bombardamento. Si calcolano fino a 150 le sole bombe di grosso calibro, senza comprendere gli altri proiettili di minore entità. I danni cagionati sono gravi: molte persone uccise e ferite. Credo che alla notizia di questo fatto tutta l'Europa dovrà inorridire. Roma però forte del suo Sacro diritto non si sgomenta perciò. Nel popolo cresce lo sdegno anziché lo spavento. Noi perdemmo, è vero, una importante posizione in Città, ma non per questo la difesa é senza speranze, e senza mezzi di riuscita. Le nostre truppe seguitano a battersi con cgual ardore ed eroismo e il popolo è disposto a sorgere fa massa al primo tocco di campana. Addio.
Borgatti.
86.
A di 24 giugno 1849.
Questa notte la città non è stata molestata dalle bombe. I nostri artiglieri hanno smontato alcuni pezzi nemici dalla posizione del Monte Pinolo. A Porta S. Pancrazio, luogo principale d'attacco, i nemici continuano iloro lavori di terra: i nostri ne li molestano con continui colpi di