Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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Efona VeccJù-Pinlo
artiglierìa. Ancona capitolò perdio priva di acqua e di viveri. La sua resistenza perciò non * meno gloriosa di quella di Bologna e di Roma. Addio.
Borgatti.
(Di mano del Borgatti) Ho ricevuta la vostra carissima dd 18 n. 35. Ve ne ringrazio
Borgatti.
87.
Torino, 25 giugno 1849.
N. 37. Cittadino Ministro,
Ieri alle 10 di mattina si riunirono i Ministri del Re in Consiglio straordinario. La seduta fu protratta fino alle 2 pom. Sebbene il più alto mistero coopra le discussioni e le deliberazioni del Gabinetto, pure n'è dato argomentare da varie rilevanti circostanze die ivi si agitassero quistioni gravissime relative al trattato di pace coir Austria. Se suona vera la voce che sommessamente circola per la città tornerebbe in campo per parte degli Austriaci la pretesa di un'alleanza offensiva e difensiva col Piemonte pubblicamente diebiarata, pretesa alla quale il Governo dd Re non par disposto ad assentire. Per quanto questa circostanza possa alterare le già intraprese negoziazioni non sono d'avviso che abbiano perciò a rompersi le trattative e a riparlarsi seriamente di guerra.
Da due giorni si fanno correr voci sinistre per Roma. Ieri si diceva per sicuro da molti resa, da altri occupata quasi senso resistenza: l'annunzio partiva dalle Ministeriali officine. Io smentii pubblicamente queste elaborate notizie e sebbene le mie lettere non giungessero fino al giorno ui cui si asserisce caduta, fed dovunque sentire che Roma non si arrende vilmente, né si prende colla forza senza che la innondi prima un lago di sangue. Nonostante i giornali del Governo annunziano l'ingresso dei Francesi in Roma il 21 per la breccia aperta a Porta San Pancrazio. Questa notizia io la credo per lo meno monca e incompleta. Le truppe di Oudinot avranno bene superata la breccia e protetti dalle proprie batterie posto il piede per un istante entro il recinto di Roma, ma là appunto li avranno attesi i Romani e gli aggressori avranno trovato la morte ove attendevano di celebrare il trionfo. Un grande sforzo era necessario ai Francesi per tentare con nn assalto generale di procurarsi in Roma un asilo che li salvasse dall'ardore del sole che sulle nostre campagne li uedde. Ma a questo assalto erano preparati i Romani e col loro coraggio, col loro valore avranno saputo ancor questa volta respingerli e con sanguinosa lezione richiamarli a più savio e più giusto consiglio. Io ne ho la piena fiducia, anzi l'intimo convincimento. E in questo senso ho parlato.
Delle notizie che giornalmente ricevo dai vostri dispacci e dalle lettere particolari vengo raccogliendo sempre quanto è necessario perchè sia conosciuta la verità dei fatti e ne vengano dedotte conseguenze tali da convincere i più ostinati sulla giustizia e sulla santità della nostra causa. La pubblica opinione si manifesta cosi ogni giorno più favorevole a noi, ciò che fa morder le labbra ai nostri nemici (e ne abbiam dei possenti a Torino) e fa gridare i Giornali Ministeriali di Francia contro gli articoli fulminanti dd Messaggero torinese, della Concordia, ddla Democrazia e della Gazzetta del popolo.
Ecco tutto quello che posso fare nella mia posizione a vantaggio della nostra causa che è causa d'Italia per la quale darei assai volentieri come tanti miei fratelli la vita e in cui favore mi duole di non poter spendere qui che la parola e lo scritto.
dell'accusarvi ricevimento dei vostri dispacci del 16, 17, altro dd 17, n. 1655, dd 18 e 19 corrente attendo ulteriori consolanti notizie e vostre istruzioni per unifonnarvimi.
Salute e fratellanza.
Michele Pinto.