Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; PINTO MICHELANGELO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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366 Mena Vwchi-Pinio
respinti anche aldilà delle antiche posizioni pensano di cangiare in blòcco l'assedio. M'attendo
da Roma colla piena conferma i dettagli. I giornali di questo Governo dopo averci da vari giorni
annunziato con gioia infernale la caduta di Homo non hanno mai voluto mentire l'impudente
menzogna e si sono raccolti in un eloquente silenzio. Le glorie e le vittorie di Roma che da sola
sostiene e rivendica l'onore d'Italia sono intollerabili sventure per quelle sedicenti sommità
italiane avvezze a non amar d'Italia che il nome e non veder in essa di grande che la loro
piccolezza.
Le rialzate pretese dell'Austria dopo la occupazione d'Ancona ritardano la conclusione del
trattato di pace. La Francia che non grida più per allegerlrne le condizioni potrà forse inten-
dervisi anch'essa grazie alla reazionaria politica che ora senza maschera segue il suo Governo. La
gran vittoria dei Magiari presso Raab e il decreto dell'Assemblea Ungherese per aoccorrere
Venezia rialzino le speranze d'Italia. Ora non v'è più lusinga d'intendersi coi Governi; è mestieri
stringer la mano dei Popoli e di Popoli che come noi abbiano a conquistarsi una Patria ubera e
indipendente. In nome di Dio e del Popolo sorge la nostra Repubblica, e in nome e coU'ainto
di Dio e del Popolo sarà redenta l'Italia.
Salute e fratellanza.
Michele Pinto.
D. S. Non vi ho mai avvertito che il cittadino Leone Carpi di ritorno da Londra con lettera del 25 maggio caduto, che ritengo fra i documenti n.IV, accusava ricevimento della mia lettera del 23 e aprile, mi partecipava avergli dichiarato i Sigg. Rotschild di ritenere a sua disposizione i franchi cinque mila da me trasmessi loro come vi avvisai a tempo debito.
93.
Roma, li 30 giugno 1849.
Il -nemico ha nella scorsa notte acquistate nuove posizioni. Non posso dissimularvi che la
nostra situazione è grave. Noi non abbiamo più se non a scegliere fra una onorevole capitolazione
o fra una disperata resistenza. Al momento in cui vi scrivo le autorità governative e militari
stanno risolvendo. Abbiate però come certo che il partito che si adotterà in un momento così
supremo sarà degno di Roma e del nome italiano. Anche nella scorsa notte abbiamo subito un
terribile bombardamento. Addio.
Borgatti.
94.
Roma, 1 luglio 1849.
Debbo con dolore annunziarvi che ogni speranza di salvar Roma dall'occupazione francese è caduta: l'Assemblea decretò ieri sera che costretta a subire una forza maggiore essa rinunziava alla materiale resistenza senza più abbandonare il proprio posto. Dopo ciò il Triumvirato diede hi gna dimissione e il Municipio apri delle trattative col Generale Ondinot. Al momento incoivi scrivo non è né ben definito né ben conosciuto il risultato di queste trattative. Ve ne scriverò domani se il mio onore mi permetterà di rimanere ancora al mio posto. Addio
Borgatti.
95. Torino, 2 luglio 1849. 39
Cittadino Ministro, I Collegi elettorali sono convocati perii 15 e il Parlamento s'adunerà il 30 luglio corrente. Ecco momento di agitazione in Piemonte ed ecco momenti in cui sporo che la mia operosità non