Rassegna storica del Risorgimento

SUEZ (CANALE DI)
anno <1936>   pagina <377>
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Appunti, notizie e varietà
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acefalo, che fu il convocatore dell'Assemblea Nazionale Romana e della Costituente Italiana e la storia nelle sue pagine ricorderà in unione dei suoi colleghi Muzzarelli, Armellini, Galeotti, Sterbini, Gampello, ai quali inspirò molta forza il nome d i Livio Mariani, che sarà sempre di un nomo libero, di un uomo leale, probo, indomabile. Votò per la Repubblica.
(La Guardia Nazionale Italiana., trim. I, per. II, n. 18, venerdì 2 marzo 1849). BIBLIOGRAFIA: A. M. GHISALBERTI, Mariani Livio, in Dizionario del Risorgimento Nazio­nale, Milano, Vallardi, 1933, voi. IH, pp. 492-494.
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MATTIA MONTECCHI. - Quando dopo lunghi secoli di rovine e di oppressioni abbiam veduto risplendere sulle vette del Campidoglio la luce di un nuovo patto, ci fu dato leggere terzo fra i nomi di coloro, che la Repubblica chiamava al potere esecutivo, quello del giovane Mattia Montecchi. H primo noto al mondo scientifico per altri consigli, per profonda cognizione di leggi; l'altro per indomito coraggio, per sapienza civile; noi non vedemmo nell'ultimo quei pregi eminenti, che distinguono i suoi colleghi, ma ci confortava la giovinezza del Montecchi non favorita ancora dal tempo necessario a compier grandi lavori, non secondata ancora da quelle opportunità, che tanto influiscono nella carriera dell'uomo di Stato. Sappiamo però, che tutti tre alacremente si concentrano in un fine solo, nel voler libera e rispettata questa patria comune.
Nacque egli in Roma l'anno 1817 dall'avvocato Nicola Montecchi. Nella prima gioventù fu per lo spazio di circa otto anni educato nel Seminario di Ancona. Per gli studi di ragion civile frequentò le scuole dell'Archiginnasio Romano, ove ottenne la laurea in ambo le leggi. Si addisse alle cure forensi, e il suo nome fu registrato nell'albo della nostra curia. Senza spe­ranze amò la patria quando era delitto l'amarla, e l'amò così che quei magnanimi, i quali erano alla testa dell'Italico movimento si valsero dell'opera sua per diffondere le nnove dottrine di libertà, per procurar simpatie e affezioni alla causa della nostra rigenerazione politica. Colpito dalla immane polizia di quel tempo esecrato, fu tradotto a Castel Sant'Angelo, indi alle prigioni Capitoline, in ultimo alle Carceri nuove. Dolente è la storia che accompagnò quello arresto. Egli nell'ora del meriggio, mentre era circondato dalle sorelle, fra le quali quella Elena Montecchi, elettissimo ingegno, che i primi scrittori d'Italia salutano poetessa di alto valore, fu strappato all'amore, e alle speranze dei suoi. Ettore fratello minore di Mattia sorpreso , dall'ambàscia ne mori poco dopo. La provvidenza però serbava le altre germane alla gioja della libertà ottenuta per l'amnistia del 1847.
Mattia Montecchi, che dai tribunali fu condannato al carcere perpetuo, e che nel forte di Civita Castellana espiava la pena, fu per quell'atto restituito alla società. Obliavano allora le giovani sorelle le lunghissime sofferenze, le disumane ripulse di un Zacchia preside in quel tempo, che vietava a tutti il vederlo, il consolarlo nella sventura. Lo perdevano, d'esse una altra volta, ma era santa la causa che lo toglica di nuovo alle affezioni, della famiglia; la guerra della Indipendenza d'Italia. Egli che parti Quartier Mastro delle Legioni Romane, passò nel Veneto, e nel fatto d'armi di Mestre fu Segretario, ed aiutante di Campo del General Ferrari. Indignato delle voci sinistre, che correvano sul conto di quel valoroso, lo difese al cospetto dell'Italia, e di Roma in un opuscolo corredato di moltissimi documenti, del quale si fecero due edizioni* L'illustro propugnatore della libertà italiana sulle Venete lagune, il Nestore dei Generali Guglielmo Pepe Napolitano, scrisse in un ordine del giorno Il Maggiore Montecchi si tenne sempre accanto al fuoco al fianco del Colonnello Bignami .
Reduce in Roma festeggiato da tutti, accolto nei circoli, amato dai concittadini, fu eletto membro del Comitato di pubblica sicurezza, e quindi per voto dell'Assemblea chiamato a formare parte del potere esecutivo.
Civitavecchia, Macerata, Fabriano Io elessero Rappresentante alla Costituente Romana: egli otto per Civitavecchia. AI presente per rinuncia emessa dal Ministro del Commercio, gli venne anche interinaIroente affidato quel portafoglio.
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