Rassegna storica del Risorgimento

SUEZ (CANALE DI)
anno <1936>   pagina <383>
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Libri e periodici 383
Infine raccomando al Calamari di curare in altra occasione con maggior diligenza la revisione della Btampa. Nel suo volume sono frasi che urtano siffattamente contro ogni comune nonna distile e di lingua, da non potersi attribuire che a pura negligenza tipografica.
R. PALMABOCCUJ
ANTONIO ZIEGER. La lotta del Trentina per l'unità e per l'indipendenza, 2850~1861, con XLVl tavole fuori testo, prefazione di S. E. Arrigo Solmi, Ministro guardasigilli. Trento, tip. Mutilati ed Invalidi, 1936-XrV, in 8, pp. 376, L. 20.
Il Trentino, profondamente italiano, malgrado sia stato sempre considerato dai suoi domi' natori parte del Tirolo, partecipe sempre a tutte le vicende della nazione, lo fu deipari come osserva l'illustre presentatore alla lotta per l'unità e l'indipendenza nel periodo più. fervido della preparazione, tra il momento della caduta dello sforzo rivoluzionario nazionale e la proclamazione del regno, dramma altamente significativo e fecondo per la storia del nostro Risorgimento. Il contributo dato dal Trentino durante questo periodo, cioè nel decennio che precedette la guerra del '59 e nel biennio che segui fino al '61, è quello illustrato dalTA., che ci dà un libro notevole per precisione di ricerche e per conformità della trattazione di cosi arduo soggetto: attraverso un abbondante materiale d'archivio, sincrone fonti giornali-stiche italiane, francesi, tedesche, ignorate corrispondenze conservate in biblioteche pubbliche e private, rari opuscoli e scritti d'occasione, egli ha cosi ricostruito con sereno acume psicologico e retto discernimento di studioso in undici capitoli ben congegnati, chiari e vibranti i grandi avvenimenti di quell'epoca nei riguardi del Trentino, il complesso intreccio di tante figure note e meno note che ne furono i protagonisti, rilevando nelle loro opere hi immutata conti­nuità della stirpe. Quanti fin qui trattarono questo periodo di storia trentina, per la scarsezza delle fonti raccolte ed una inadeguata visione d'insieme, si limitarono a far cenno di qualche episodio staccato e senza voler tacciare tale oppresso paese di fatalismo inattivo impli­citamente lo ammettevano, osservando che nella im pari lotta con un potente impero, fu costretto in quegli """ a subire, pagare e tacere. È merito dello Zieger, sulla base di inconfutabili documenti segreti di polizia, sfuggiti per caso alla distruzione decisa dal governo austriaco dopo il *59, di aver sfatato tale leggenda, tracciando una genuina storia di quel periodo postquarantot-tesco, dalla quale risulta come la concorde potenza di apostolato civile e politico dei trentini, mai conobbe ora di sosta, momento di abbandono. Altro merito suo è del pari quello di non aver disgiunto le vicende della regione trentina dal vasto campo delle competizioni intemazionali di quell'epoca e dal movimento generale unitario, quale fn pure la preoccupazione costante delle più rappresentative figure del paese in quegli anni, preoccupazione che l'A. ricorda rico­struendo in un quadro organico i legami esistenti fra i capi della migrazione trentina a Torino ed a Milano coi fiduciari del paese, nell'intento di richiamare l'attenzione dei consessi interna­zionali sul valore della lotta del Trentino per l'unità e l'indipendenza in quel periodo cosi gravido di eventi. Il Trentino, malgrado il triplice giogo che Io avvinceva alla Confederazione germanica, alla Monarchia asburghese ed al Tirolo, fu anche in quegli anni di passione sempre accanto ai connazionali nella lotta contro lo straniero come lo attestano i combattenti ed i volontari nell'esercito e nelle file garibaldine, gli emigrati e i numerosissimi rimasti in paese sfidando impavidi il regime di giudizio statario ed il controllo sempre più vigilante della polizia. Sarebbe impossibile solo accennare ai vari episodi di questa lotta generosa, dall'A. narrati con grande copia di particolari a dimostrazione che il patriottismo e l'astuzia di un piccolo popolo oppresso ebbero sempre ragione di un potente impero che gli scatenò contro le auto­rità politiche militari e poliziesche e non contento di ciò suscitò anche con larghezza di mezzi la lotta nazionale più tardi arginata dall'opera della Pro Patria e della Lega Nazionale. Cosi prima e dopo il '59, il lavoro segreto, gli accordi coi fratelli d'oltre frontiera, i complotti coor­dinati per la propaganda nazionale, il continuo plebiscito nazionale di quella piccola regione abbandonata a sé sola anche in momenti quasi disperati, valsero a temprarne le energie all'unico e solo scopo di raggiungere l'unità di spirito e di lingua, aspirazione che dovevano veder realizzata solo i tardi nepoti. Il complesso e mirabile sforzo della gente trentina in quegli anni cosi gravidi di eventi, illustrato ampiamente dall'A., stava cosi preparando, sotto l'impero della profonda e misteriosa legge del fato storico, in nome del dolore per la rinnovata schiavitù con