Rassegna storica del Risorgimento

SUEZ (CANALE DI)
anno <1936>   pagina <384>
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384 Libri e periodici
fede invitta le nuove lotte per la sua libertà. Questi magnanimi conati dell'Alpe trentina dove­vano sfociare poi nelle braccia del partito d'azione favorevole alla rivolta armuta coi preparativi per la spedizione di Samico del '61 con la vasta cospirazione mazziniana del *63 e *64 e con le prove isolate e radicali del '65, altre pagine mirabili per quanto sfortunate del calvario patriot­tico trentino, che attendiamo veder trattate dallo Zieger in un prossimo volume.
PIERO PEDBOTTI
ANGELO SAMMARCO, Précis de VBistoire d'Egypte par divera hùtoriens et archéologues. Tome IV: Le* Régnes de Abbas, de Said et d'Ismatl; Roma, Istituto Poligrafico dello Stato per la Beale Società di Geografia d'Egitto, 1935, 8 gr., pp. XIX-477).
B secolo XIX vide il risorgere dell'Egitto dal lungo torpore in cui era immerso dopo la con­quista per opera dei Turchi. Ne furono principali artefici Mohammed-Ali e suo figlio Ibrahim Pascià, ben noti per le due guerre sostenute nel 1831-32 e nel 1839-41 contro la Turchia, guerre che costituirono due episodiinteressantissini della Questione d'Oriente. Infatti Mohammed ed i Turchi non poterono liquidare da soli la partita: l'Europa intervenne ed impedì che l'Egitto ai separasse definitivamente dal vacillante Impero ottomano. Ad ogni modo se al Viceré di Egitto non riuscì di rendere completamente indipendenti le terre del Nilo, egli contribuì potente­mente al risveglio della coscienza nazionale del popolo egiziano, e l'opera fu continuata dai suoi successori (eccettuato il reazionario Abbas, che d'altronde governò solo dal 1849 al 1854) Said e Ismail, viceré d'Egitto rispettivamente dal 1854 al 1863 e dal 1863 al 1879.
E appunto il periodo che va dal 1849 al 1879 che viene trattato nel IV volume del Précis d'Histoire d'Egypte ad opera di Angelo Sammarco.
Diciamo subito che il volume merita lode incondizionata per l'intelligenza con cui è stato scritto: l'A. non ha trattato il periodo non sotto un solo aspetto, ma ha con mirabile pazienza indagato in tutti i campi, diplomatico, sociale, finanziario, economico, intellettuale, ecc. dando così, in sintesi com'era richiesto dall'indole del lavoro ma compiutamente, un panorama completo dell'Egitto sotto i governi di Abbas, Said e Ismail.
Per le indagini l'A. si è valso degli archivi delle principali capitali europee; Roma, Parigi* Vienna e Londra e per il periodo anteriore al 1861 anche degli archivi delle tre capitali dei più importanti Stati!talìani: Torino, Firenze e Napoli. Ma non si è arrestato qui, e il Sammarco si è valso ancora degli archivi di Washington e di quelli del Cairo, cosa oltremodo preziosa quest'ultima perchè la storia d'Egitto è stata cosi condotta non più dal di fuori, come capita generalmente a coloro che si Valgono dei documenti delle corti europee, ma dal di dentro, utilizzando le fonti in lin­gua araba ed in lingua turca, ciò che gli ha permesso non solo di mettere in luce aspetti nuovi ma talora di mutare e capovolgere giudizi fatti, correntemente ripetuti ma assai lontani dalla verità. Cosi il licenziamento compiuto da Abbas di moltissimi impiegati europei che si erano sta­biliti in Egitto col favore di MohammedAli e di Ibrahim non va interpretata come un atto di patriottismo ma unicamente come una manifestazione del suo desiderio cieco ed inconsulto -di ritorno al passato (pp. 6-7); come pure le spese compiute da Ismail Pascià, solitamente accusato di imprevidenza e di megalomania, viene dimostrato dal nostro A. esser state invece indispensabili, direi quasi imposte dalle circostanze, e non cagionate-da improvvida ammini­strazione. Bice giustamente il Sammarco chela vera fisionomia di Ismail aux yeux dee contem-porains et mème au jugement do la posteri té, a été en general voilée par un nuage artificiel de chiffres (pp. 11617). Dimostrata la necessità delle spese compiute, la figura di Ismail, libe­rata da un'accusa tanto errata quanto immeritata, ci appare in tutta la sua grandezza, in tutta la sua opera intelligente e restauratrice. Sotto Ismail infatti l'Egitto toccò l'apogeo della sua potenza militare e dell'ordine interiore: avvennero il compimento del canale di Suez; la riforma giudiziaria che se non abolì le Capitolazioni ridusse di gran lunga i privilegi degli euro­pei; la riforma delle scuole; l'espansione lungo il Nilo sino all'Uganda; la sottomissione di Zeila, di Berbera e dell' Horror ciò che portò i confini meridionali dell'Egitto quasi all'Oceano Indiano; lo sviluppo dell'autonomia segnato dalla modificazione dell'ordine di successione al trono e nell'istituzione del titolo di Khcdivè, ecc. Ma tutto dò non avvenne senza grave dispendio di danaro: le riforme interne, i tributi alla Turchia, le spedizioni nel Sudan ed in Etiopia, le