Rassegna storica del Risorgimento

SUEZ (CANALE DI)
anno <1936>   pagina <385>
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Tdibri e periodici
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spese per il canale di Suez e soprattutto l'indennità alla Compagnia del Canale in seguito alla sentenza arbitrale di Napoleone III di assai dubbia equità (pp. 167) cagionarono i forti inde­bitamenti del governo e l'intervento straniero attuatosi mediante la istituzione della Cassa del debito pubblico e di due controllori franco-inglesi; avvenimenti che costituirono il pre­ludio della forzata abdicazione di Ismail e dell'occupazione dell'Egitto per parte degli Inglesi. Alle spese suddette dobbiamo aggiungere, per spiegare la situazione sempre più grave delle finanze egiziane, quelle compiute in occasione di epidemia, siccità, carestie ebe non singolare fre­quenza colpirono in quegli anni il Paese e. infine, l'esosità dei credi tori europei (V. a tal proposito la tabella a p. 322, eloquentissima).
Una delle parti più interessanti del libro è quella relativa al Canale di Suez: l'A. mette in luce quanta parte sia spettata ai Sansimonisti e all' italiano Negrelli e come il de Lcsseps 8) arrogasse tutto il merito, anche quello che non ebbe, dopo avere, con molta franchezza ed assai pochi scrupoli, liquidata la Società di Studi di cui egli stesso aveva fatto parte. Il Sam-murco espone, a tal proposito, il complicato intrecciarsi dell'opposizione inglese e dell'invadenza francese e come Ismail riuscisse, con grande tatto, a destreggiarsi tra le due Potenze contrastanti. L Italia e gli Italiani ricorrono poche volte ma in luce sempre assai simpatica: l'A. rievoca infatti l'eroica figura del romagnolo Romolo Gessi, valoroso aiutante di Gordon Pascià; riven­dica, senza cadere nell'esagerazione come molti libri di recente pubblicazione, la parte avuta dal Negrelli nei lavori preliminari per lo scavo del Canale di Suez; ricorda le amichevoli relazioni intrattenute da Ismail Pascià con Re Vittorio Emanuele II che fu il primo Sovrano estero che concedesse un'onorificenza cavalleresca (il Gran Cordone dei SS. Maurizio e Lazzaro) al Viceré d'Egitto e che Ismail visitò a Firenze nel maggio 1869; rievoca la visita della flotta italiana ad Alessandria nell'autunno del medesimo anno, in un momento assai critico delle relazioni turco-egiziane e che costituì un'importante dimostrazione a favore di quel Paese; infine il generoso ma vano intervento del Menabrea presso Lord Salisburg affinchè fosse concesso un respiro al governo egiziano per il pagamento dei debiti contratti in Europa. L'unico appunto che muo­verei all'A. è di aver trattato forse un poco frettolosamente l'episodio della vendita delle azioni del Canale all'Inghilterra; ma non posso non concludere questa rassegna senza dire che il libro del Sammarco resterà per molto tempo uno dei lavori pia informati, più interessanti e più obiettivi che mai siano stati scritti sulla storia dell'Egitto moderno.
FEDERICO CUBATO
FRANCESCO TOMMASINI L'Italia alla vigilia della guerra. La politica di Tommaso Tittoni. VolL I e II; Bologna, Zanichelli, 1934-1935, in 8 gr.t p. VIII-496 e 370. L. 25 cad.
Gli studi di storia diplomatica sono purtroppo poco in auge in Italia anche su avvenimenti e su personaggi politici del nostro paese. Giunge quindi molto opportuna questa opera del Tommasini, ex-ministro d'Italia a Varsavia, sulla storia diplomatica italiana negli anni prece­denti lo scoppio della guerra europea. E noto che un lavoro di tal genere presenta per lo stu­dioso difficoltà quasi insormontabili giacché, contrariamente a quanto è stato fatto in Russia, in Germania, in Austria, in Gran Bretagna ed in Francia, gli archivi del Ministero degli Affari Esteri gli sono, per tale periodo, ancora chiusi e pertanto è obbligato a ricostruire la nostra storia sui documenti stranieri, incompleti e spesso arbitrariamente svisanti la realtà della situa­zione. Il Tommasini però ha potuto ovviare a tale inconveniente avendo ottenuto da S. E. il Capo del Governo, per mezzo di S.. E. Grandi (I, pag. Vili) (e non da S: E. Suvich, come erroneamente ha scritto C Muhling in Berlirier Monaishefte, dicembre 1935, pag. 1094), il per­messo di consultare gli arenivi del nostro Ministero degli Affari Esteri. E appunto il fatto di rive­lare documenti sinora ignorati, di collocare in giusta luce taluni episodi poco nota o ainora erro­neamente valutati che dà valore ai volumi del nostro ex-diplomatico.
II primo volume consta di tre parti; le origini della Triplice Alleanza, il ministero Zanardelli, l'azione riparatrice di TittenL
La prima parte è una sintesi della politica estera italiana dalla stipulazione della Triplice Alleanza alla conclusione degli accordi Visconti Vcnosta-Burrère del 16-18 dicembre 1900, e dal punto di vista documentario non rivela nulla di nuovo. Anche la seconda porte è condotta sui documenti diplomatici giù pubblicati, ma presenta un notevole interesse storico e diplomatico per
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