Rassegna storica del Risorgimento

1797 ; NAPOLEONE I ; RIVOLI
anno <1936>   pagina <424>
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Jean Borei
Avendo ottenuto dalla Direzione dei Servizi storici dell* Esercito presso lo Stato Maggiore francese l'autorizzazione di fotografare queste opere, che sono di sua proprietà, per farle meglio conoscere in Italia, no il piacere di presentarne qui qualcuna, particolarmente caratteristica dell'abilità del Bagetti.
In questi, paesaggi egli registra le fasi dei combattimenti marcando con il fumo dei tiri della fanteria e dell'artiglieria le posizioni occupate da una parte e dall'altra al momento decisivo della battaglia. Generalmente si ricono­scono abbastanza distintamente i due campi nemici l'uno dinanzi all'altro. r'
Le poche note che seguono non Hanno la pretesa di insegnare nulla di nuovo agli Italiani che possiedono su Napoleone, la sua vita privata, la sua attività politica, le sue campagne militari, opere magistrali, belle tra le altre quelle del barone Alberto Lumbroso e del generale Francesco Grazioli, autore questo ultimo di uno studio profondo e assai documentato sulla battaglia di Rivoli.
Il nostro scopo è semplicemente di rinfrescare la memoria a quelli che non hanno queste opere sottomano, con qualche tratto marcato della battaglia di Rivoli, con una breve visione degli avvenimenti che -l'hanno preceduta e seguita per accompagnare le illustrazioni.
La vittoria di Rivoli seguita dalla capitolazione di Mantova, fu, per Bona-parte, il coronamento della sua straordinaria campagna del 1796-1797, la consacrazione delle sue conquiste in Italia e della sua emancipazione dal Diret­torio esecutivo, principio della sua prodigiosa ascensione politica.
La Storia non office esempi più chiari dell'influenza di un Capo sugli uomini e sugli avvenimenti di questa campagna, condotta in dieci mesi da un giovane generale di 27 anni, contro truppe tre volte superiori di numero, allenate, ben equipaggiate, provviste di tutto e comandate da ufficiali esperimentati.
È vero che Bonaparte fu ammirabilmente secondato da nomini quali Massena, Augereau, Joubert, Marmont, Berthier, ma abbisognava loro il dinamismo geniale che emanava dal giovane generale per mettere in valore le loro qualità.
Partito il 21 marzo 1796 da Nizza, dove aveva trovato 30.000 uomini spo­gliati di tutto, indisciplinati, mal vestiti, senza viveri né munizioni, egli li riapprovvigiona alla meglio, li galvanizza, e corre di vittoria in vittoria.
Slanciandosi 1*11 aprile sulle montagne liguri, egli attacca con un fanta­stico mordente gli eserciti coalizzati dei Piemontesi e degli Austriaci, li caccia
l) Giuseppe Bagetti si serviva di una camera oscura, di modo chei suoi paesaggi sono rigo­rosamente precisi Nel 1935 ho eseguito una piccola ricognizione del campo di battaglia di Rivoli e sono riuscito a identificare alcuni dei punti ove s'era collocato il disegnatore nel gennaio 1797. Salvo qualche eccezione e, naturalmente, l'esistenza degli edifici costruiti durante 139 anni, l'aspetto delle località èrimasto presso a poco ugnale a quella apparso all'artista. Dopo aver fissato i suoi paesaggi, Bagetti completava il quadro con l'aiuto di schizzi, probabilmente forniti dagli ufficiali dello Stato Maggiore, che gli permettevano di determinare la posizione dei reparti.