Rassegna storica del Risorgimento

1797 ; NAPOLEONE I ; RIVOLI
anno <1936>   pagina <426>
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Jean Borei
sul Piave, comandato da Alvinzi. Risolutamente Bonaparte gli si porta incontro, a malgrado delle circostanze sfavorevoli, ma è respinto a Caldiero e deve rientrare a Verona. Questo scacco aveva abbattuto il morale del suo esercito e fu uno dei momenti più critici di tutta la campagna d'Italia. A metà novembre, la situazione di Bonaparte era divenuta molto pericolosa, minacciato com'era da forze quattro volte superiori alle sue, mentre aspettava invano i nuovi rinforzi domandati al Direttorio. Tenta allora un colpo audace per attaccare Alvinzi al fianco e si ingaggia nelle paludi di Arcole, dopo avere passato l'Adige a Ronco. Il combattimento accanito dura tre giorni, sui due ponti che traversano le paludi, ma i Francesi sono respinti. Invano Bonaparte attorniato dai suoi generali tenta egli stesso, con una bandiera in mano, di forzare il passaggio del ponte suTAlpone; deve retrocedere sotto la mitraglia e per poco non annega nei pantani di Arcole. Tuttavia l'esercito di Alvinzi era assai scosso. Dopo 72 ore di lotta accanita, gli Austrìaci, spossati, cedono alla carica di Massena e di Augereau, e poco dopo, il generale Vaubois, che aveva dovuto abbandonare le sue posizioni di Rivoli e della Corona, potè rioccuparle.
(ili Austriaci, avevano perduto 15.000 uomini, tra feriti, morti e prigio­nieri, ma si trovavano ancora forti di ben 40.000 combattenti, che si ritiravano sul Brenta e nel Trentino per riposarsi. Da parte sua Bonaparte non era scontento di guadagnar tempo per rifarsi ed aspettare i rinforzi promessi*
Nel gennaio 1797 l'esercito di Alvinzi era stato rinforzato da 20.000 uomini e da volontari di Vienna , giovani di buona famiglia, per i quali l'Imperatrice aveva ricamato una bandiera con le proprie mani.
Le ostilità ricominciano al principio di gennaio; un corpo di 15.000 uomini, comandato da Provera, si dirige per la via di Legnago su Mantova per raggiun­gere Wurmser. Secondo il piano di Alvinzi, il resto del suo esercito doveva avanzare dalla via di Rivoli, tra l'Adige ed il Lago di Garda, in modo da circondare tutto l'esercito francese. Bonaparte, che dopo Arcole, aveva final­mente ricevuto rinforzi, disponeva di 45.000 uomini, si preparava a ricomin­ciare la lotta, benché malato, non essendosi rimesso dalle fatiche precedenti. H suo esercito, invece, grazie ai risultati della vittoria, era di nuovo perfetta­mente in forma, ben nutrito, ben vestito; l'abbondanza stessa vi regnava e gli ufficiali conducevano una vita di piaceri, quantunque il generale in capo non li imitasse e non trovasse riposo se non presso la moglie Giuseppina, che aveva fatto venire in Italia.
L' 8 gennaio, viene a sapere che il nuovo esercito di Alvinzi ha attaccato gli avamposti di Joubert a nord di Rivoli, presso la Corona e Ferrara di Monte Baldo. Egli aveva 10.000 uomini, con il generale Serrurier, per continuare il blocco di Mantova, 30.000 sull'Adige con Augereau a Legnago, e Massena a Verona; Rey era a Desenzano sul Lago di Garda, mentre Joubert teneva le posizioni avanzate di Rivoli.