Rassegna storica del Risorgimento
1797 ; NAPOLEONE I ; RIVOLI
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1936
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Jean Borei
Il cielo era puro ed il freddo vivo; egli vede tatto l'orizzonte illuminato dai fuochi del nemico. Era proprio tempo d'arrivare al soccorso di Joubert, che non aveva che 10.000 uomini.
Fin dall'alba gli Austriaci si avanzano su molte colonne. Quasdanowitch segue la grande 6trada con il grosso delle forze. Tre corpi di fanteria, comandati da Ocskay. Koblos e Liptay avevano scalato i sentieri del monte Baldo, apparecchiandosi a piombare alla sinistra di Joubert, mentre mi quarto corpo sotto LusignanO, girando l'altopiano doveva sorprendere alle spalle l'esercito francese, per tagliare ai Francesi la via della ritirata su Verona.
Prima dell'arrivo della colonna principale austriaca, Joubert è attaccato di fronte e a sinistra dalla fanteria che scende alla montagna, e ad un certo momento il suo fianco sinistro è messo in grande pericolo da Liptay, ma una conversione difensiva della sua ala estrema, sostenuta dall'artiglieria, respinge momentaneamente il pericolo; tuttavia le linee piegano davanti al colpo. In onesto momento Massena sbocca sull'altipiano con due mezze brigate e con prodigi di eroismo si riunisce con la linea di Joubert e riceve il colpo della colonna principale austriaca, che entra in linea con artiglieria e cavalleria, arrivando dal cammino in salita dell'Adige. Dalla riva sinistra, Vulkasnovich che non poteva avvicinarsi, bombarda i Francesi.
Nell'intervallo, la colonna di Lusignano, avendo effettuato il suo movimento aggirante era venuta a piazzarsi alle spalle dell'esercito francese, dimodoché Bonaparte, isolato sull'altipiano con la 6ola divisione di Joubert e di Massena, non poteva opporre che 16.000 uomini ai 40.000 che lo attorniavano. Per quanto critica fosse la situazione, essa non lo trovò sprovvisto; egli lancia gli squadroni di Ledere e Lassalle, contro gli sbocchi dei sentieri di salita e concentra la sua azione con accanimento. In questo momento, l'ala destra di Joubert è attaccata alle spalle; egli fa un voltafaccia e tutti caricano contemporaneamente con un tale impeto, che la colonna principale è respinta confusamente nell'Adige. Voltandosi allora verso i corpi di fanteria che lo attaccano di fronte e a sinistra, egli li respinge, li pone in foga e li insegue sulla montagna. H terreno è spazzato davanti e ai fianchi, e Bonaparte non ha più alle spalle che Lusignano, il quale, accorgendosi del disastro austriaco, vuol battere in ritirata su Verona ma incontra la divisione Rey, della quale assaggia la formidabile mitraglia. Preso fra due fuochi egli si vede perduto, e getta le armi, lasciando 4000 prigionieri che si aggiungono ai 2000 presi nello scontro dell'Adige.
La aera del 14 l'esercito austriaco poteva essere considerato distrutto. H successo di questa giornata sorpassava ogni aspettativa, ma Bonaparte non ebbe tregua finché non prese Mantova.
Si unisce, infatti, alla Divisione Massena, che dopo due giorni di combattimento e di tormenti di marcia, è ancora piena di ardore, per correre verso una