Rassegna storica del Risorgimento

CANORI CARLO ; STATO PONTIFICIO
anno <1936>   pagina <431>
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CARLO CANORI SOLDATO DEL PAPA
Il contributo recato dalle milizie pontificie regolari o volontarie alla prima guerra dell'indipendenza, pretesto e causa a interminabili polemiche contem­poranee e giudicato con qualche severità dagli studiosi posteriori, è anche oggi scarsamente ricordato e generalmente trascurato dagli storici del Risorgimento. L'episodio di Cornuda grava ancora sulla fama di quelle troppe, ed anche quelli che non hanno visto uscire i fanti patteggiati da Vicenza e da Tre­viso mal si rassegnano a mutar giudizio. Scarsa la stima anteriore dei a soldati del Papa , dei quali per Pasquino variava nei tempi il numero necessario a strappar di terra una rapa, di poco migliore più tardi: anche la difesa di Roma nel 1849 sarà considerata piuttosto italiana che romana. Non più favorevole l'apprezzamento che si è fatto e si fa degli ufficiali di quelle soldatesche, con la sola eccezione, forse, di quelli d'artiglieria, lodati per le gesta del Lopez e dei Calandrella
Eppure erano tutt'altro che disprezzabili quei capi e quegli uomini, come dimostrarono la stessa campagna del '48 e le difese di Ancona e di Roma del '49. La taccia d'incapacità, d'indisciplina e peggio, che fu fatta pesar su loro da scrittori militari d'altri paesi, ed ebbe il crisma della spietata ironia del Belli, cercarono di cancellare dotti ufficiali che avevano apparte­nuto a quell'esercito, primo fra tutti Camillo Ravioli, che dedicò gran parte del suo tempo e del suo ingegno a rinverdire glorie e memorie delle milizie romane e dei loro capi. Di origine napoleonica o murattiana i più tra questi ultimi, quando non avevano fatto addirittura le loro prime armi nelle schiere della Cispadana o della Cisalpina, come appare dal ricco elenco compilato del Loevinson e dall'Ovidi. *' Ma l'elenco non li annovera neppur tutti, perchè il rapido saggio dovuto al Ravioli, concernente solo 48 reduci, ne ricorda alcuni che non si trovano nel precedente di diversi anni più tardo. E qualcuno era tutt'altro che indegno di menzione, come quel Carlo Canori che fu ufficiale dei carabinieri e prese parte alla difesa di Roma contro i Napoletani e i Francesi, 2>
È appunto di questo benemerito ufficiale, il cui nome è oggi ai più quasi com­pletamente sconosciuto, che vogliamo dar qui notizia sulla scorta dei documenti conservati a Roma nella Biblioteca del Risorgimento. Nato in Anagni (Delegazione
J) (Hi ufficiali del perìodo napoleonico (1796-1815) nati nello Stato pontificio, Milano, Albri-ghi e Segati, 1914 (Bibl. Stor. del Rinorg. ita!., e. VII, n. 11).
2) C> RAVIOLI, I reduci dell'epoca napoleonica "romani o statisti cogniti in servizio od in pensione al redattore dell* presenti memorie, Roma, Righetti, 1887, pp. 201-203.