Rassegna storica del Risorgimento

CANORI CARLO ; STATO PONTIFICIO
anno <1936>   pagina <434>
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Alberto M. Ghistiltinrti
i fatti più salienti compiuti dal Canori era apparso che egli aveva comi; capo di una colonna mobile stazionata in Tivoli ... di conserva colle forze della Delegazione di Frodinone operato con zelo e con profitto nel pre­servare dalla incursione dei malviventi annidati negli Abruzzi, ai confini dello Stato Pontificio, n eli'inseguirli a mano armata, e nel fare altre opera­zioni militari le quali hanno contribuito alla distruzione dei malviventi che infestavano la Delegazione di Frosinone e porzione della Comarca . Poco più di nn mese dopo, il 18 febbraio 1827, l*infaticabile Canori raggiungeva finalmente l'agognato grado di Tenente in prima.
Ma non tutta e soltanto alle armi intendeva dedicare la vita il Canori. Gli onori, le promozioni, tutte santissime cose doveva pensare ma la vita non ha da esser solo una continua caccia a contumaci, malandrini e briganti. E forse gli pesava la solitudine. Bell'uomo, alto cinque piedi e quattro pollici, dalla fronte larga, incorniciata da una selva di capelli biondi, con occhi cerulei che spiccavano sotto le ciglia bionde sul color vermiglio di un volto sempre atteggiato al sorriso, distintissimo di modi, non poteva non piacere alle donne, non insensibili alla sua duplice fama di soldato valoroso e di agiato possidente. Quando già il Canori aveva passato da un pezzo la quarantina, il padre del Ravioli faceva notare al figlio come l'antico ufficiale d'ambulanza paresse nn giovanotto di venticinqu'anni, tant'era robusto, arzillo, vivace, di buon colorito e di belle forme. ') E gli occhi cerulei del biondo tenente incendiarono il cuore di'una giovinetta di Castel Madama, Teresa Pancalli, che il 7 marzo 1828 diventò la signora Canori, a tutto suo rischio e pericolo, se, come dubita il Ravioli, ci fu nella vita di lui qualche clamoroso intrigo d'amore.
Ma, almeno per ora, c'è da sperarlo, tutto casa e casèrma: la sua Teresa e il suo dovere. Al più, qualche galoppata o qualche corsa in calesse, che era amantissimo di cavalli e manteneva una piccola scuderia dietro Santo Ste­fano del Cacco, non lungi dalla sua abitazione presso palazzo Altieri. Vita tranquilla, in fondo, nella quale le pagine più significative erano i trasferi­menti di reggimento: dal 1 al 2, dal 2 al 1 . . . Ora pareva fissato al SP: al quale l'avevano di nuovo assegnato il 30 ottobre 1830, e, c'era da giu­rarci, ci sarebbe rimasto un pezzo, se non fosse scoppiata la rivoluzione del 1831 e Carlo Canori non si fosse scoperto patriota e liberale, come non pochi dei reduci napoleonici entrati nell'esercito pontificio, quali Felice Cleter, Diego Mattia, G. B. Pisfcocchi. Agostino Cavalli, Angelo Tamburini, Vincenzo Monti-guani, Giuseppe Nuschi e, più famosi, Domenico Belluzzi e Lodovico Tomba.
i) I dati somatici dello stato matricolare concordano con la descràioue lasciataci dal Ravioli nei Reduci cit