Rassegna storica del Risorgimento

CANORI CARLO ; STATO PONTIFICIO
anno <1936>   pagina <436>
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Alberto M. Ghisalberti
provvisoriamente e fino a nuova disposizione ') a percepire la metà del soldo e delle competenze che gli sarebbero spettate come tenente, il Canori trascorreva il suo tempo curando i propri interessi e appassionandosi d'ippica, cercando conforto alla recente disgrazia nelle conversazioni con gli amici e in qualche scappatella extra moenia coniugii.
Maturavano, intanto, nuovi tempi e l'antico tenente dei carabinieri, che godeva di amicizie e di simpatie influenti (quella, tra l'altre, del card. Altieri) non si lasciò sfuggire la buona occasione per ottenere qualche riparazione. Appena istituita la Guardia Civica si era affrettato ad arruolarvisi, prendendo servizio come semplice caporale nel 9 battaglione, comandato dal principe Doria. Quasi contemporaneamente doveva avere inoltrato una domanda intesa ad ottenergli la riassunzione in servizio, domanda che raggiunse il suo effetto il 1 gennaio 1848, quando il tenente in ritiro Carlo Canori fu riammesso nel corpo dei Carabinieri con il grado di tenente per ora e senza pregiu­dizio dei servigi anteriori dello stesso per ogni effetto di ragione . Fochi giorni dopo (14 gennaio) gli si concedeva di indossare i semplici distintivi da capitano e il 22 aprile, in considerazione de* lodevoli requisiti che con­corrono nella persona del Sig. Tenente de' Carabinieri... già decorato dei distintivi di capitano , veniva promosso al grado di capitano effettivo. Fur paghi i voti miei! avrà esclamato, carezzando con la mano l'impugnatura di quella spada d'onore che il 18 febbraio il principe Doria gli aveva man­dato come segno di stima e di gratitudine .
Posto a capo della compagnia di Comarca, particolarmente benvoluto dal ministro di polizia, Giuseppe Galletti, dal quale dipendeva, il Canori attendeva al disbrigo degli obblighi del suo ufficio, quando le vicende della guerra sui campi lombardi suggerirono d'inviare sul teatro delle operazioni anche reparti di carabinieri. Nel marzo un battaglione e uno squadrone, guidati da bravi ufficiali, per la più gran parte di provenienza napoleonica, (col. Filippo Cavanna, ten. eoi. Ludovico Tomba, cap. Andrea Niccoletti), fecero parte dell'avanguardia del Durando e mostrarono di saper marciare e di non temere il fuoco. Dopo la sconfitta di Cornuda, perdute le salmerie, lasciate a Pederobba, operarono la distruzione del ponte di Fontaniva sul Brenta. A Vicenza, il 24 maggio i carabinieri pontifici insieme con i grana­tieri svizzeri caricarono gli Austriaci alla baionetta nel Campo di Marte e nell'azione del 10 giugno si distinsero nella difesa di Porta Padova, ove ebbero un morto e 27 feriti.
l) Concessione in data 19 moggio 1832 dolio Segreteria di Stato. Quanto ho narrato sulla fède dei documenti smentisce l'asserzione del Ravioli (/ reduci cit, p. 202): a ed avea rag­giunto il grado di capitano, allorché un intrigo, panni, amoroso, che fece rumore, lo tolse al servizio attivo .