Rassegna storica del Risorgimento

CANORI CARLO ; STATO PONTIFICIO
anno <1936>   pagina <439>
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Carte Canori soldato del Papa 430
territorio , scriveva il 21 luglio il Canori, rilevando che gli Austriaci avevano rotto argini, formate barricate, strapazzate autorità e cittadini, compor­tandosi in modo che si soffriva più che se fossero nemici vincitori . E lo spettacolo di questa violenza e più ancora quello del disordine e della disor­ganizzazione che regnavano tra le file italiane amareggiavano il vecchio sol­dato della Vanguardia di Sercognani. Per la guerra ai Tedeschi era partito da Roma: Vicenza l'aveva costretto a star con le armi al piede al confine dello Stato, ed ora ecco, quasi a sfida era venuto prepotente e burbanzoso il nemico non potuto affrontare in campo, ed egli era dovuto andare a trattare con quello : nobile missione, certo (e pericolosa perchè inerme andare incontro gli assassini' che ci chiamano briganti e un brutto affare), ma umiliante. E quelle armi con le quali non aveva potuto contrastare il passo al nemico aveva dovuto impie­gare per difendere l'ordine e la tranquillità pubblica minacciati e per lottare contro i briganti delle Romagne. Ah, non per questo 1... Non so cosa risolve­ranno, ma la vita laboriosa e senza gloria che meno non può convenirmi -.-1
A Roma chiassate di piazza e sfoghi deputateseli! turbavano l'animo dei governanti improvvisati e sgomentavano i moderati. Qualche ministro cercava di riparare alla debolezza del Ministero ed alla ambiguità della politica papale, ma senza troppa fede nei risultati. 2* Nelle provincie era peggio, e gli animi si scaldavano anche più alle false notizie di vittoria, che immaginosi pro­clami e improvvise luminarie parevano render vere. Ma, ahi, che in casa nostra facevano altrettanto gli Austriaci, che già vantavano Custoza. E al ricordo lontano di Marengo, Canori si faceva pensoso. Tanto più che, per non perder l'abitudine, gli Austriaci disarmavano truppe, uccidevano conta­dini, incendiavano case, senza che alcuno si opponesse. Feste a Ferrara, malu­more in campagna, ma i padroni restavano i Tedeschi. -E le notizie che il Canori aveva dato nella lettera del 28 si facevan più gravi e più cupe il 30 luglio. Sermide incendiata, tremila abitanti in fuga, 55 malati, vecchi, bam­bini vittime delle fiamme o del fèrro , tre case e un campanile in piedi: ecco il quadro che il Canori dipingeva all'amico.
E le violenze solite continuavano: guerra di esterminio e di prepotenze si è dichiarata , guerra che appariva più grave per le notizie, evidente­mente false, che si diffondevano di uccisioni proditorie di parlamentari. Tanto
i) Per Tuzipne del Canori a Ferrara, oltre il Ravioli vcd. tinche E. Ovini, op. et/., p. 196, p. 410.
X) Per lo atuto d'unitilo di Roma iti quei giorni, ved. A. M. GHISAI.BKUTI. Giuseppa Galletti Ministro di Pio JX (marzo-settembre 1848), in Rassegna Storica dal Risorgimento, a, XVI (1929), fuse, II, pp. 18-22 dell'estratto. Per tutta la questione dell'azione austriaca, ved. tra i narratori contemporanei L. C. FABINI, LQ Stato Romano, 2 ed., Firenze, Le Mon-nier, 1850, voi. II, pp. 263-273; G. SPADA, Storia della rivólusìdne di Roma, Firenze, Pella, 1869, voi. H, pp. 386, 399-411.