Rassegna storica del Risorgimento
CASTELLAZZO LUIGI
anno
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1936
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pagina
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456
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456
Giuseppe Solitro
titolo, otteneva un posto gratuito nel Collegio Ghislieri di Pavia, e nell'anno scolastico 1845-46 si inscrìveva al primo anno dello Studio politico-legale di quell'Università, nel cui archivio appunto, come ho detto, si trovano x documenti che pubblico qui. l) A proposito dei quali noto fin d'ora, e dimostrerò in seguito più particolarmente, certe irregolarità, e apposizioni retroattive di date, non facilmente spiegabili, e per verità insolite in quell'Università, dili-gentissima e scrupolosa anche allora, com'ebbi a constatare in altri casi, nella compilazione delle tabelle matricolari degli studenti.
Nel fascicolo del Castellazzo messo gentilmente a mia disposizione, e da me attentamente esaminato, manca, non so perchè, il foglio d'inscrizione al primo anno (1845-46), mentre esistono quelli al secondo e al terzo (1846-47, 1847-48); nelle apposite finche dei quali figurano regolarmente, come d'uso, il nome di lui e il luogo e la data di nascita, come il nome e la professione e la dimora del padre, e la provenienza, e la facoltà, e l'anno a cui lo studente si inscrive, nonché la data e il numero del biglietto di presentazione alVi. r. Ufficio Politico in Pavia. I fogli d'inscrizione si interrompono dopo il terzo anno, portando l'ultimo la data 16 novembre 1847, quindi al principio del terzo anno 1847-48.
Fu detto e ripetuto, senza precisarne il tempo, che il Castellazzo perchè distributore fra i compagni di manifesti rivoluzionari, fu espulso dal Collegio Ghislieri. H fatto credibilissimo, ch'io non potei controllare su quei registri, dev'essersi verificato nei primi mesi del 1848, probabilmente al principio della rivoluzione milanese delle Cinque Giornate, non prima, trovandosi egli nel foglio d'inscrizione dell'anno 1847-48 espressamente indicato come alunno gratuito del Collegio Ghislieri. E fu in quei giorni d'entusiasmo e di passione patriottici, ch'egli si arruolò volontario nella legione lombarda, e con essa combattè le prime battaglie nella Lombardia, 2) e successivamente nella rinata repubblica romana: agli ordini dell'eroico Luciano Manara. Nell'ottobre del '49, a guerra finita, tornava a Mantova; dove, all'ombra del padre, salito intanto al grado di commissario di 1a classe, e godente, a quanto pare, d'una certa influenza in città, si univa al partito liberale, e prendeva parte attiva alle prime segrete adunanze di quel Comitato rivoluzionario, di cui veniva nominato segretario. Figlio del commissario di polizia, dai confidenziali colloqui col padre, e dalle carte riservate d'ufficio da lui abilmente esplorate, ricavava utili informazioni sugli ordini e provvedimenti del governo, e riusciva così prezioso
i) Debbo onesti documenti alla cortesia del Direttore amministrativo della R. Università di Pavia, dottor Giacomo Livan, a cui ripeto qui i miei ringraziamenti.
2) In un volumetto intitolato La Lombardia nel 1848 : episodio della guerra deW indipendenza italiana (Firenze, 1862), sotto il nome di Anselmo Rivalla, narrò egli stesso parte di quella campagna.