Rassegna storica del Risorgimento

CASTELLAZZO LUIGI
anno <1936>   pagina <464>
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464 Giuseppe Solitro
Ma cessato l'esalta raduto dei sensi ohe lo aveva sorretto nelle sonanti bat­taglie e nell'agitato movimento dei campi, troppo povera cosa parendogli una vita oscura di raccoglimento, di rinuncio, di lavoro utile e modesto; e d'altra parte convinto esser distrutte ormai, o sepolte in archivi inaccessibili le prove delle sue vergogne, e svaniti nelle tenebre del tempo i fantasmi chiedenti vendetta, ripreso dal demone dell'ambizione e dal miraggio lusingatore di nuove e più forti emozioni, si gettò a capo fitto nell'arringo politico, sperando di trovare in esso la redenzione e la gloria. Strana mescolanza in quest'uomo di viltà e di coraggio, di eroismi e di abiezione; strano e pietoso connubio di due perso­nalità diverse in lui viventi e operanti in perpetuo contrasto fra loro; ibrida miscela di bene e di male, che il psicologo può forse spiegare con uno squilibrio fra gl'impulsi dell'animo e quelli del sangue, fra il pensiero e l'azione, fra lo spìrito e la carne.
Illuso di rifarsi una verginità nuova giocando di astuzia e di audacia; forte dell'appoggio generoso di amici e di commilitoni che avendolo conosciuto soldato valoroso, lo giudicavano incapace di menzogna e di bassezze; puntellato da interessati intrighi settari; levato sugli scudi come alfiere di patriottismo e modello di cittadino; perduto ogni pudore, e presa la rincorsa per alzarsi sulla folla degli oscuri e dei dimenticati; fini col provocare lo sdegno e la nausea di coloro che, conoscendo la sua ignominia, non vollero tollerare fosse il suo nome scolpito a memoria dei posteri accanto a quelli delle vittime sue, né assunto ad unici di cui lo sapevano immeritevole.
Pagina dolorosa cotesta su cui non giova oggi l'insistere, ma ch'è debito tuttavia ricordare, anzi tutto per la verità della storia, giudice suprema, se anche tarda talvolta, delle azioni degli uomini; ma altresì come monito a chi per viltà o tornaconto proprio, si illude di poter impunemente violare le leggi eterne della giustizia, del dovere e della patria.
GIUSEPPE SOLETE!