Rassegna storica del Risorgimento
A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno
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1936
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pagina
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465
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LA COLLABORAZIONE DEL TRENTINO GIOVANNI A PRATO AL CREPUSCOLO DI CARLO TENCA IN UN CARTEGGIO INEDITO
Tullio Massa raui ci ha dato con la magistrale opera su Carlo Tenca e il pensiero civile del suo tempo (1886) una larga illustrazione non solo di quello che fu il pensiero italiano nella natura, nella scienza, nell'idioma, nelle lettere e nelle arti di quel decennio 184959 ma ben anche delle dure e nobili battaglie combattute dal Crepuscolo testimonianza di quello che la penna retta da una mano salda e intemerata abbia potato in tempi di servitù contro l'argomento della forza senza essersi mai intinta in nessun veleno, in nessuna sozzura .
Collaboratori valenti e versati nelle materie scientifiche e nelle discipline etnografiche, linguistiche e storiche, affiancarono l'opera di civiltà nazionale P intendimento patriottico che il Tenca volle impresso al sno giornale, il quale, come ben disse sempre il Massarani non avrebbe ottenuto di esercitare un influsso considerevole Bulle inclinazioni e sulle sorti politiche del paese ove non fosse colla sodezza degli studi scientificoletterari reso accetto a quel mondo dell'intelligenza che tosto o tardi rispunta fuori, insommergibile da qualsiasi naufragio della fortuna , e il Crepuscolo scriveva scienza, letteratura, ragione o società ogni qualvolta non si fosse proprio potuto scrivere Italia o nazione ignorando completamente l'Austria, silenzio ed omissione che maggiormente irritava quel governo che si vendicava con l'ostacolare il normale funzionamento del giornale con ammonizioni e minacce di soppressioni.
Ma nella schiera dei noti collaboratori menzionati dal Massarani o che appaiono quali firmatari degli articoli non è ricordato il nome dell'a Prato che sostenne con gli scritti e con avveduti consigli il Crepuscolo ogni qualvolta questo si dibatteva nell'improvviso abbandono dei corrispondenti stranieri e fra le minacce della sospensione.*) Infatti il Massarani ricorda il Grifoni, l'Allievi, il Colombo, il Rosa, lo Zanardelli, il Camerini, il ViscontiVenosta, Giovanni Rizzi ma nessun accenno all'opera del trentino a Prato. Il quale presumibilmente non volle mai apparire firmatario delle cose germaniche per la speciale sua posizione di vigilanza a cui era sottoposto per le sue idee liberali e nazionali che gli avevano già valso il carcere e la perdita del posto di insegnante al ginnasio della sua città natale.
i) Anche in una pubblioazione più cocente dì Ff. GazsjaminiMassi, H Giornalismo a Milano dal Guarantotto al Novecento, Como 1935, non è fatto alcun accenno all'a Prato nelle pagine dedicate ai collaboratori dèi. Crepuscolo.
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