Rassegna storica del Risorgimento

A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno <1936>   pagina <472>
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Bice Rizzi
Trento 28 gennaio 1853.
Pregiatiss100 Signore, io sapevo di avere fra le mie carte una corta riguardante il poeta Rollar, ma trovatala vidi ch'essa conteneva poca cosa: eccola: u Dott, Giovanni Kollar poeta boemo Professore d'archeologia slava mori in Vienna a di 24 gennaio 1852 dopo breve malattia all'età di 59 anni. Confido per altro (purché mi sia lasciato tempo) trasmettere notìzie più copiose e circostanziate scrivendo a Vienna ad un mio corrispondente, che le potrà attingere a fonte sicura presso il conservatore boemo della biblioteca imperiale. Le spedisco oggi sotto fascia un libretto del professore Felice Francesconi che contiene delle traduzioni di poesie nazionali lirico-epiche della Boemia tolte dal codice di Kralove Dvói. Per me che non conosco che assai superficialmente la letteratura slava questo libro non ha gran valore; forse non sarà discaro a Lei che sento si occupa di tali studii. Gar che vidi stamane m' impone di salutarla di cuore; egli Le spedirà quanto prima il programma della sua Storia di Trento, della quale sortirà entro febbraio la prima parte, e cocoglierà quell'occasione per rispondere alla di Lei lettera. Egli mi rese attento ad un libro intitolato: Canti slavi di Pellegrini. S'esso potesse esserle di qualche uso, me ne scriva che potrei farglielo avere. Ricevetti anche questa volta solo mercoledì sera l'ultimo numero del Crepuscolo, mentre gli altri associali lo ricevono il martedì mattina. Voglia vedere di rimediare a questo inconveniente se ciò dipende dalla spedizione di costi. Lessi con molta soddisfazione la prima parte della recensione dell'Anckel Uncle Tom's Cab in 1) non potrebbe essere meglio scritta: cosi pure le riviste settimanali sono veri capolavori me ne congratulo con Lei. Qui il di Lei giornale viene apprezzato assai e non dubito che esso avrà la medesima sorte nel resto d'Italia. So quanta briga e pazienza costi il mantenersi alla testa di simili intraprese e ciò massimamente oggidì, marte animo! non si stanchi; quand'anche la nostra missione non sia delle piò gloriose, egli è fuori di dubbio ch'essa è delle piò utili e tal riflesso deve bastare per rinfrancare gli uomini di buona volontà.
A ben vederci mercoledì: mi vien in mente che forse quell'aggiunta della Gazzetta d'Augusta ch'io le trasmisi coll'ultiina mia potrebbe parerle extra romuhm. Se cosi è io ne approvo posticipatamente l'ora missione, come accetto tutti i colpi di cesoie che le parrà di dover appli­care alle mie corrispondenze. Addio
Il suo Prato.
Milano 4 febbraio 1853. Egregio Signore,
Le sono grato oltremodo dell'invio del libro di Francesconi. Io no avevo notizia da un articolo del Corriere Italiano. È un prezioso monumento della letteratura boema, il più antico della poesia slava e dei piò antichi dell' Europa: è anteriore di molto ai Nibelunghi. Io ne (possiedo già qualche frammento tradotto sotto la dettatura d'un boemo, col quale altra volta ripassai le dovizie letterarie del suo paese. Il signor Francesconi, maestro, a quel che pare, di rettorica, e della Vecchia scuola, me l'ha travestito alla classica. Tuttavia m* è caro, ed io ne La ringrazio di nuovo vivamente, pregandola a dirmi le spese, oltre quelle della posta. Quanto al Pellegrini, lo conosco già e possiedo i suoi canti tradotti dallo slavo.
Pel Kollar non si pigli premura; scriva quando gliene cade il destro con tutto Suo agio. E per non. importunar troppo qualche amico Suo col farsi dare informazioni minute sulla
l) H romanzo popolare di Harriet Beecher Stowe uscito a Londra nel 1852 contro lo stato di schiavitù dei neri in Aracric'a>.