Rassegna storica del Risorgimento
A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno
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1936
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pagina
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473
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La collaborazione del trentino Giovanni a Prato al Crepuscolo , me. 73
I:a e 8U"C opere di questo poeto* ai faccia dire dove si potrebbero attingere, sia nell'insieme, sia anche spicciolatamente opera per opera.
Io son confuso di arrecarLe tante noie, confuso anche per le gentili espressioni con eh' Idia mi viene incoraggiando all'ingrato lavoro giornalistico. H coraggio non mi manca, ma spesso mi cade la lena, e mi lagno dell'inerzia generale, che mi lascia quasi solo a portarne il peso. E però sono tanto più grato ai cortesi, che al par di Lei, mi prestano valoroso sussidio. Attendo sempre con impazienza le corrispondenze letterarie della Germania. Avrei già scritto al Pfeiffer, ma non so se l'italiano sarebbe inteso da lui, ed io non. so scrivere il tedesco: sarebbe meglio ch'io scrivessi in francese?
Le unisco la lettera per la contessa Gaspari, che feci ritirare dalla posta. Non so intendere come il Crepuscolo Le giunga si tardi, dacché fu sempre spedito regolarmente: sarà uno dei tanti abusi degli Uffici postali. Mi avverta se il ritardo si rinnova. Mi saluti Gar: attendo il suo programma e la sua lettera.
Tutto Suo C. Tenca.
Milano 27 febbraio 1853. Preg. Amico,
Ella maraviglerà di non vedere stampata la Sua corrispondenza: ma le circostanze per ora mi consigliano a ristringere il campo politico. Se l'eclissi, onde sembra minacciato il Crepuscolo, passerà, torneremo alle antiche abitudini, se no pazienza; si penserà ad altri studii, ad altri lavori letterarii, e al Crepuscolo canteremo il requiem. DoVElla riuscisse a condire le Sue lettere di curiosità letterarie in modo che la parte politica vi si perdesse per entro, come vedrà fatto della rivista settimanale di questo numero, tant'e tanto si potrebbe tentare; ed io gliene sarei gratissimo. Ma in ogni caso attenda fino all'altra settimana e non mandi la lettera se non vede comparire il numero di domenica prossima.
Le sono riconoscente per le ricerche da Lei fatte presso il sig. Cornet: mi procurerò io stesso la storia della letteratura boema di Jungmann, dove sia scritta in tedesco, sicché può risparmiare all'amico la noia di trascrivere l'elenco delle opere del Kollar. Lo ringrazii intanto per me della buona volontà. Al Pfeiffer non ho scritto; né ora lo faccio nella sospensione in cui sono circa il giornale: in seguito vedremo. Dica al Gar, che risponderò uno di questi giorni alla sua lettera, e che Gabriele Rosa, col quale desidera mettersi in corrispondenza, dimora a Bergamo, ed accoglierà con piacere sue lettere.
Ella prosegua a volermi bene e a credermi Suo aff.mo
Carlo Tanca.
Trento 13 marzo 1853.
Pregiatissimo Signore, Vedo con piacere che Ella si è decisa di abbandonare nel Crepuscolo il campo della politica irto oggidì di poco utili spine, per occuparsi esclusivamente di lettere ed arti, argomenti e veicoliin ogni tempo sicuri dell'incremento della civiltà. Per quel che riguarda la mia debole cooperazione alla di Lei proficua attivi tu nella sfera nuova prescrittale dalle circostanze, io non mancherò di prestarmi a riferire del movimento letterario in Germania per quanto i di lui sintomi arrivino fino alla mia cognizione. Egli è però, non dirò difficile, mapresocchò impossibile mantenere in questo proposito una corrispondenza periodico da qui, attesa la scarsezza di libri nuovi tedeschi e la totale mancanza di giornali letterari alemanni nella nostra città. Spero di poterle per la prossima settimana spedire una critica dell'ultima e tanto celebre operetta
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