Rassegna storica del Risorgimento

A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno <1936>   pagina <474>
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474 Bice Rizzi
di Gervinus ') la quale confiscata e proibita in tutta la Germania, pure tu vendfl liberamente in Austria. Tratterò i Ufficili e pericolosi temi svolli ibi quel Hbro, con la maggior possibile delicatezza; se poro ad onta di ogni uria cautela per non offendere nisBuna suscettibilità., Ella non crederà a proposito di pubblicare il mio lavoro, ci vorrà pazienza e faremo qualche cosa d'altro.
Intanto accetti i saluti cardiali del suo aff.1110 Amico
Giovanni Prato.
Milano 28 marzo 1853. Preg.ino Sig.
Avrei voluto risponder tosto all'ultima sua gentilissima, ma lo soverchie occupazioni e la prestazione d'animo mi tolsero di poterlo fare. La ringrazio ora adunque della cortese offerta con cui m'assicura la Sua coopcrazione al giornale per l'avvenire, offerta ch'io tengo preziosa, e sulla quale faccio assegnamento. Io spero ansi d'averla presto di nuovo a corrispondente politico, giacche non ho per nulla abbandonato il pensiero di trattare questa materia nel Crepuscolo. È pel giornale una necessità d'esistenza, giacché nelle condizioni attuali della Penisola non credo che un giornale letterario potrebbe sostenersi con successo. Oltre al raddop­piamento di fatica che ciò porterebbe a riempire il foglio ora occupato per meta quasi della rivista e dalle corrispondenze, la diffusione del foglio, ristretta com'è, al solo Lombardo-Veneto, non sarebbe tale da compensarla abbastanza. Quand'anche la dispersione e l'inerzia attuale delle forze letterarie italiane non fossero un ostacolo già per sé gravissimo alla com­pilazione d'un tal giornale, io sarei certo di veder scemato d'una metà o d'un terzo almeno il numero degli associati. Como giornale letterario esso soddisfa a più eletti e perciò più ristretti bisogni: colla politica si rende più universale e più necessario. Io sono in grado di accorgermene ogni giorno. Che vuole ? Due terzi d'Italia mi son preclusi dalle censure: il Piemonte non ha tempo d'accorgersi del Crepuscolo: non resta che il LombardoVeneto, dove ho bisogno di renderlo indispensabile in qualunque più piccolo paesello. E ciò ho ottenuto finora, e in modo superiore ad ogni mia aspettazione; ed è perciò che m'ingegno di non recedere. Il guaio sta in ciò che il governo vorrebbe ch'io trattassi delle cose interne dello Stato, e m'ammonì in iscritto e a voce annunziando che in caso diverso avrebbe sospeso il giornale; ed io prescelsi, nell'alter* nativa, di tacere del tutto in fatto di politica. Perà feci presentare un'istanza dall'editore* domandando di non essere obbligato a fare quello ch'esso credeva prudente di evitare; doman­dando infine di non esser punito del silenzio. In attenzione della risposta, la rivista settima­nale ha smesso ogni colore politico: ho speranza che la risposta non venga sfavorevole; nel caso che non fosse, ricorrerei in ultima istanza al Ministero. So ch'Ella è in rapporto con persone influenti a Vienna, e perà la pregherei, dato che ciò avvenga, a sussidiarmi di qualche Sua valevole raccomandazione. Io non credo che ad un giornale essenzialmente letterario e scienti­fico, il quale appunto per ciò non vuol compromettere la sua esistenza per un semplice avver­sario qua! è la politica, non si voglia concedere di tirar innanzi tranquillamente come pel passato, evitando ogni occasione di pericolo.
Io Le sarò grato se mi manderà intanto qualche corrispondenza di cose letterarie germa­niche. II Gar m'aveva scritto offrendomi per questa sorte di lavori la cooperazione del dottor
V Gervinus Georg Gottfried (1805-1871) (professore all'Università di Heidelberg) sosteni­tore del governo costituzionale e per la protesta contro la violazione di questo allontanato per parecchi anni dall'insegnamento. Deputato nel 1848. Autore della Storia detta letteratura poetica nazionale tedesca. Fondatore del Deutsche Zeitung,