Rassegna storica del Risorgimento
A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno
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1936
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pagina
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481
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La collaborazione del trentino Giovanni a Prato al Crepuscolo , ecc. 481
momento della sua sollecitudine e attribuire a dimenticanza l'interruzione della confcpondcnzu. Mi duole invero della causa che l'ha fatta nascere. Spero però che a quest'ora sarà vinta interamente, ch'ella potrà mettersi in cammino del tutto risanato. Io attenderà ch'ella possa pigliare poi il suo ufficio di corrispondente, quando sarà di ritorno a Trento. Ormai non so più nutrire speranza di aver altre corrispondenze dalla Germania. Quei che s'era offerto poc'anzi a Francoforte mi mandò due letterine così vuote, insipide e brevi da non poterle stampare: poi quando gli feci sentire il mio bisogno e gli mandai qualche numero del giornale per mostrargli il genere di lettere richiestogli, si fé muto a un tratto e sfumò via. Anche da Monaco, dopo ch'io riscrissi spiegando i miei desideri e spedii parecchi numeri del giornale, lo stesso silenzio. Qui però voglio tentare ancora la domanda: che l'indole del giornale dispiaccia? Quasi ne temo, ed ella forse ha ragione di dire che i buoni scrittori sono tutti scomparsi Ella intanto non mi abbandoni, abbia cura di sé, e mi creda sempre
Suo affano amico
5 e . , ! Carlo Tenca.
P. S. - Mille saluti a Gar.
Trento 15 marzo 854.
Pregiatissimo Signore! Appena tornato dai miei viaggi eccomi a darle segno di vita. Trovai che anche nel Veneto il di Lei giornale gode tutta quella fama che merita; ma vorrebbero che sortisse almeno due o tre volte in settimana non sarebbe possibile ottenerlo?
Me ne scriva, e se costì non vi fosse straordinaria opposizione, credo che a Vienna non se ne troverebbe.
Troverà molto scarse le notizie della Germania; ma che c'è oggi a scrivere mentre hi questione della guerra (che tale a mio credere è il vero nome della cosi detta vertenza orientale) assorbisce ogni attenzione ?
Finisco raccomandandomele e sono come sempre Tutto suo
Giovanni Prato.
Milano 20 marzo 1854. Preg.mo Signore,
La ringrazio d'essersi ricordata del Crepuscolo, appena giunta a Trento: i lettori vedranno volentieri riapparire la corrispondenza di Germania già tanto accetta. Io poi debbo invocare la Sua indulgenza per le tanto minute e appena percettibili modificazioni introdotte nella lettera ieri pubblicata, modificazioni indispensabili nella condizione in cui versa il giornale. Troppo lungo sarebbe spiegargliene le ragioni: ma l'oscurità della politica austriaca, che ondeggia senza lasciar scorgere ove andrà ad arrestarsi, rende difficile assai il parlare della Germania nella questione d'Oriente. Si ha sempre timore di dir troppo o dir falso, ed ogni volta che ne scrivo mi par sempre di camminare sulle bragie. Ho bisogno adunque ch'Ella mi lasci più: che mai facoltà di ritoccare le lettere, secondo il vento che spira, per non dare in qualche scoglio. Ella però farà assai bene a tenermi informato dell'andamento della politica germanica, e specialmente del contegno della Prussia. La prego anche a seguire da vicino l'atteggiamento della Svezia e della Danimarca e le discussioni delle loro diete in quel che hanno d'importante, giacché in caso di guerra la penisola scandinava ha una gran parte a rappresentare. E i giornali, ch'io leggo, assai poco se ne occupano.
Ella mi accenna il desiderio stotoLe manifestato, che il Crepuscolo si pubblichi non una, ma due o tre volte per settimana. È un invito che mi lusinga non poco, ma al quale mi è impossibile arrendermi. La direzione di esso m'è già sì grave, essendo quasi solo oramai a
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