Rassegna storica del Risorgimento

A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno <1936>   pagina <487>
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La collaborazione del trentino Giovanni a Prato al ir Crepuscolo* ece* 487
agii studi. Adesso invece quell'unica cuau ov'io passo qualche ora della seta- Era amici studiosi, e tolta di mira, e più d'una volta la signora.1) che ci ospita selle sue sale, fu costretta a star-seno in villa per evitare noje e vessazioni. A questo modo m'è concesso godere della liberta della stampa.
E a tutto questo io non bado, purché ne vada salvo il giornale. Ora io La prego per quel po' di aimputia che gli porta, a volete interporre un'altra volta la Sua parola presso quelle amiche persone che tanto giovarono a far vittorioso il mio primo riclamo. A proposito del qual riclamo, ho potuto accertarmi adesso che la risposta data dal supremo dicastero non solo fu favorevole, ma concepita in termini assai risentiti verso la Luogotenenza pel suo contegno contro di esso. Or che crede Ella che a me venisse risposto? Dopo alcuni mesi da che era arrivato il documento da Vienna, e ch'io, indovinandone già prima il tenore, aveva ricominciato le mie riviste settimanali, mi fu restituita la petizione con dichiarazione che il supremo dicastero non mi accordava la domanda. Non m'accordava cioè di trattare la politica, tacendo dell'interno; e ciò mentre io la faceva di nuovo da più mesi e col tanto consenso dell'autorità, mentre io so adesso che il tenore della risposta era affermativo e di più in termini lusinghieri pel giornale !
Ella dunque sia compiacente di aggiungere anche quest'altro buon ufficio ai tanti che già Le deve il Crepuscolo: se posso riuscire a cancellare le due ammonizioni, mi parrà di vivere. Ho fatto valere nell'istanza la mia qualità dì redattore, stata riconosciuta dal supremo dicastero, qualità che dovrebbe richiedere maggiori titoli di fiducia che quella di editore; ho fatto valere il diritto che ha il redattore, come vero produttore del giornale ad esercitare la propria industria senza ricorrere al capi tale ed all'opera altrui; ho dichiarato finalmente che hi proprietà dell'attuale editore illusoria, giacché egli me l'ha ceduta personalmente da un pezzo, e l'amministra­zione del giornale è tutta mia. Mia è anche la somma versata perla cauzione: dunque sia mia anche la responsabilità.
Un altro vantaggio ch'io ritrarrei da ciò è lo svincolarmi dal tipografo attuale, che ora figura come proprietario, e dal quale non potendo io allontanarmi, m'è forza accettare quelle condizioni che a Ini piace di porre, senza mai lagnarmi o inutilmente d'ogni sua negligenza. Non insisto nel raccomandarLe la cosa, perchè so quant'EUa sia buono verso di me, e quanto s'interessa per conservare quest'ultimo fiato che dà ancora il nostro giornalismo. Se anch'esso si tronca, felice notte. Mi raccomando alla Sua amicizia.
Il Suo aff.mo Carlo Tanca.
Trento 22 settembre 1854.
Pregiatissimo amico, appena ricevuta la cara sua dei 21 corr. mi affrettai oggi stesso a scrivere a Vienna a persona influente di mia conoscenza, affinchè venga sostenuta la di Lei domanda del trapasso della Gerenza del Crepuscolo dall'attuale editore al di Lei nome. Io sono sempre in pena per l'esistenza di quel periodico, che fa tanto onore alla Lombardia in questi tempi tanto difficili sotto ogni rapporto; e siccome chi ama fems, cosi non posso negare di trovarmi in un doloroso stato di dubbiezza sulla possibilità della dì lui continuazione. Ò sempre osservato che quando la situazione è tanto precaria come lo è al presente quasi dappertutto in Europa, e massimamente nell'Europa centrale, quando la paura detta le leggi e l'arbitrio le mette in esecuzione, di taro un uomo retto ed onesto la dica lungamente a petto dei tristi, degl'invidiosi e dei prepotenti. Ora egli è fuori dubbio che coloro, i quali muovono
i) Clara Malfoi.