Rassegna storica del Risorgimento

A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno <1936>   pagina <491>
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La collaboramene del tremino Giovanni a Prato al Crepuscolo eco 491
e libraria del nostro povero paese. Lessi lu di Lei lettera all'amico comune Tom uso [Gar], il quale a me si unisco per assicurarla della più viva partecipazione al di lei I u t tu, e deploru con Lei e con me l'umiliazione a cui sono ridotte oggi in Italia le lettere e le scienze.
Riguardo al trapasso di proprietà del Crepuscolo, ne chiesi notìzie a Vienna, ma inutilmente, dopo la risposta di cui Le feci cenno in altra mia, che cioè gli animi parevano là ben didisposti in di Lei favore, non ebbi! altro;riscontro, e non ardisco insistere per timore di far danno alla causa che voglio sostenere. Ma dal modo, con cui mi scriveva il mio corrispondente credo fon­dato il di Lei sospetto, che forse da Vienna siasi decretato ciò che dorme o si fa dormire a Ai ilano.
Parteciperò all'Ambrosi ciò che Ella mi scrive riguardo alla Flora, e La ringrazio a nome dell'amico della di Lei benevolenza e premura.
10 entrai in contatto avanti qualche settimana col D. Cotta di Augusta per una nuova traduzione della Bibbia coi commenti dcll'Alleoli tedesco. Questo lavoro ebbe in Germania 8 edizioni, e fu tradotto in francese; ma siccome non so quale accoglienza sia per essergli fatta in Italia, io non pubblicherò intanto che gli Evangeli, e mi determinerò poi alla traduzione di tutta la Bibbia a norma del successo di questo lavoro di prova. La mia traduzione del testo sarà fatta sulla Vulgata, con apposta in nota la traduzione letteraria della lingua originaria dove la vulgata porge un senso diverso; il lavoro non manca nò d'attrattive né di difficoltà; appena saranno usciti gli Evangeli, il che sarà, spero, entro il prossimo agosto, glie ne manderò una copia.
Accetti i saluti cordiali del Gar, e faccia aggradire i miei al Dr. Malfatti, dal quale aspetto presto di Lei nuove.
Marte animo! Gli è un brutto combattere contro il pretnme; ma egli è di certuni come delle fiaccole: sono destinati a consumarsi per far lume, ed Ella à la disgrazia e la fortuna d'esser di quelli.
Addio; piacesse al Cielo eh* io potessi un giorno avvicinarla 1 quante cose avrei a dirle, di
quelle che non si scrivono! Continui a volermi bene e mi creda a tutte prove
Suo
All', ino Amico
Giovanni Prato.
Trento 13 aprile 855.
Pregiatissimo amico, il nostro Ambrosi continua valorosamente le sue pubblicazioni della Flora Trentina, ma prevedo purtroppo, che egli, come tutti coloro che sì occupano di cose gravi in questa nostra povera Italia, andrà incontro a delle difficoltà forse insormontabili in avve­nire, se non gli venga portato soccorso.
11 Trentino deve molto al Crepuscolo e al di lui benemerito Redattore; io sarei molto lieto se il mio paese dovesse aumentare tal debito col dovere al medesimo anche la possibilità di continuare nella pubblicazione di una opera destinata ad illustrarlo.
Gar mi disse avanti qualche settimana di volere scriverle; non dubito che l'avrà fatto a questa ora; della pubblicazione della sua storia non parla più intanto; io vado di frequente a vederlo nella sua biblioteca dove egli vive sepolto tutto il di, e parliamo sovente di Lei con molto desi­derio di poterla una volta vedere.
Ma temo assai che questo nostro desio possa cosi presto venire appagato, che siccome è
poco probabile che Ella venga a visitare queste nostre montagne, cosi è assai difficile che noi
possiamo recarci a Milano. Ma il piacere che provo a trattenermi seco Lei mi fa diventare
indiscreto e rubarLe un tempo sotto tanti rapporti prezioso e per ciò rinnovando la mia pre-
i ghiera e le mie scuse Le stringo la mano col solito affetto e mi dico
Di Lei obbl. amico
Giovanni Prato.