Rassegna storica del Risorgimento
A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno
<
1936
>
pagina
<
494
>
494
Bice Rizzi
e dal tenore più. ancora che dalla sostanza del concordato, debbo credere che ai vescovi si voglia accordare potori straordinari. Pad darai cho nei rapporti proprii colla chiesa il governo sia rnen largo di quel che il concordato farebbe supporre; ma nei rapporti della chiesa col pubblico le lascerà man libera. Ad ogni modo sarebbe opportuno saperne alcun che per aver lume a condursi in avvenire. E penso che a Lei pud sorgere facilmente l'occasione di chiederne contezza a qualche Suo amico residente in Vienna. Io Le sarò poi gratissimo ne vorrà far parte anche a me di quanto Le venisse fatto di conoscere a questo riguardo. Io procedo intanto con ogni cautela; e nella previsione d'un naufragio tengo già in pronto la tavola di salvamento nella licenza d'un giornale consimile al Crepuscolo, posseduta da un amico mio il quale, occorrendo, me la cederebbe lasciando esposto il suo nome. Alla peggio adunque sarò sempre vivo.
Ella mi chiede notizia del Fuggilozio. E un giornalino rimpinzato quasi per intero di traduzioni di vecchie cose francesi fatte da gente che poco sa di francese e mezzo d'italiano. Qui rannosa che esista, né si vede in verun luogo. Non ha propriamente redazione: chi vi attende è qualche traduttore stipendiato dal tipografo che dà in luce il giornale; e dove non dà traduzioni, vive d'accatto e miseramente.
Mi conservi la Sua benevolenza, e mi creda Suo affino
C. Tenca.
Trento il 27 die. 855.
Pregiatissimo amico, mi affretto a rispondere alla carissima sua dei 18 corr. cui ricevetti solo ai 22.
Il concordato recentemente conchiuso tra la S. Sede e l'Austria, sull'opportunità e merito del quale non ci fermeremo a discutere, viene certamente ad accrescere gl'imbarazzi dell'eccellente Giornale da Lei diretto con un'abilità e coraggio che faranno epoca nella storia del povero giornalismo italiano. Io ebbi occasione non è molto di parlare con un vescovo, il quale ebbe qualche parte nella conclusione del Concordato, uomo di buona fede, di bastante ingegno e di ottimo cuore. Egli mi toccò del di Lei giornale come del periodico il più pericoloso della penisola. Ma saprebbe Ella precisarmi, io gli diceva, in che consiste propriamente, secondo il di Lei modo di vedere, la perniciosità del Crepuscolo? In che consiste la perniciosità del Crepuscolo ! rispose il dabbene prelato inarcando le ciglia... ma legga i giornali bene pensanti, i fogli redatti da persone notoriamente pie e religiose e sentirà ciò che ne dicono !
Cosi è la cosa, mio degno amico, sono pochissimi i vescovi italiani che leggono altri gior-ornali che la Civiltà Cattolica, la Bilancia, l'Armonia, l'Universo o simili; e sui giudizi di questi periodici, i quali ad ogni modo sono furentigiornali di partito, fondano l'ineluttabile loro giudizio ed anatomizzano senz'altro ciò che questi condannano. Io credo per altro che, quantunque il Concordato, come Ella osserva benissimo, metta in mano dell'episcopato delle armi formidabili a danno di quell'ombra che in Austria si chiama con faceta dicitura libertà di stampa a, tuttavia né l'episcopato seguirà la cattiva politica (e i preti sono maestri in politica) di eccedere nelle domande di sopressiono, nò il governo vorrà prestargli man forte colà dove non si tratti di questioni puramente religiose.
Il Crepuscolo che conta in Italia tanti nemici, ma pia assai amici e fautori, è ben veduto a Vienna; io lo so di sicurissima fonte; e la licenza da Lei richiesta non Le sarebbe stata negata se non si fossero trovate delle opposizioni accanite a Milano.
Io dovrò probabilmente, per il matrimonio d'un mio fratello, recarmi a Vienna entro il p. v. gennaio, non mancherò in quell'occasione d'informarmi colla maggior possibile esattezza e glie ne scriverò, o forse anche potrò combinare di passar per Milano al mio ritorno, nel qual caso conferiremo a voce. Intanto lodo altamente il di Lei proponimento di tenersi sugli avvisi