Rassegna storica del Risorgimento

A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno <1936>   pagina <495>
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Lo collaborazione dal trentino Giovanni a Prato al Crepuscolo , ecc. 495
ed andar cauto massimamente in materie religiose o cbe tocchino anche di riverbero, qucationi ecclesiastiche; si attenga a temi di politica, scienza ed arti; temi cui Ella ed i di Lei valenti Collaboratori trattano con tanta maestria, fintanto che non sin sicuro che non Le sovrastino guai da parte d'un partito la cni potenza non fu forse mai, do] medio evo in qua, tanto grande come in questo tempo. La quale circostanza a dir vero (perdonami alle fantasie d'un vecchio utopista incorreggibile) mi conforta grandemente, in quanto che pattai risultare dalia storia, specialmente del papato, che una forza la quale sia non naturale, ma artefatta, suole pre­cipitosamente declinare allorquando sia giunta a quel punto che pare al volgo l'apogeo della medesima.
Avanti qualche mese mi fu spedito da Lipsia un libro nuovo di Schlciden intitolato Studi e lezioni popolari. Non mi arricordo e mi manca il tempo di rovistare nel Crepuscolo per vedere se il comune amico Malfatti glie ne abbia scritto nelle sue interessanti lettere sulla letteratura germanica. Il libro è dedicato al poeta Ruckert; sono sette lezioni, delle quali alcune, come sarebbe la prima che tratta delle migrazioni nel mondo organico ed inorganico, e la terza che paria della natura dei suoni e dei suoni della natura, sono piene di pensieri così originali e pellegrini, e sono scritti con una grazia tanto perfetta, che mi era venuta la tentazione di dettarne una imitazione, che una traduzione mi pare per poco impossibile, e mandarla al Crepuscolo. Quand'EUa avesse a difettare di materiale, me ne faccia motto e se troverà il dettato di suo gusto lo stamperà, in caso diverso esso rimarrà a giacersi con qualche altro compagno ch'io aveva preparato per il recentemente ideato Crepuscolo trentino, il quale è ben difficile che così presto vegga la luce. Questi nostri Signori da Innsbruck ci oppongono la forza dell'inerzia; che cosa si ha a fare con gente che non risponde nulla a ripetute domande ?
Ma io dimentico che i di Lei momenti sono contati, e che è peccato rubargliene; perciò
senz'altro con una affettuosa stretta di mano mi riaffermo
Di Lei
Aff.mo Amico
Giovanni Prato.
P. S. - Mi prendo hi libertà di acchiuderle un biglietto per la Redazione dei Giardini; giorni fa dovetti reclamare un paio di fogli che mancavano; ora nell'ultima dispensa trovo mancare la tavola in nero.
26 aprile 56.
Pregiatissimo Signore, appena ricevuta la cara sua dei 14 corr. scrissi a Vienna a persona influente onde tentare di far sostenere la domanda dell'Editore del Crepuscolo. Ma io dubito assai del buon esito; imperciocché si tratta d'una massima di sistema ed oggidì al sistema si sacrifica tutto quand'anche l'evidenza dimostrasse la necessità del contrario. Mi piange il cuore vedendo tolta la possibilità d'incremento a un giornale così ben diretto com'è il Crepuscolo, e non aggiungo altro perchè temerei di dir cosa che potrebbe offendere le orecchie pie. Scherer mi fa dire da Monaco d'averle scritto, e si bagna di non aver ottenuto risposta. Io temo che uni vi sia una di quelle nusintclligenze, delle quali forse la polizia di Milano avrà sola lo chiave.
Io feci qualche studio sull'opera di Gervinus coll'intenzionc di spedire i risultati al Cre­puscolo, ma trovai che il tema, anche trattato entro i limiti i più severi della scienza, è di tal natura da non poterne far parola in un giornale pubblicato in italiano nei domimi austriaci, quantunque l'opera stessa dell'illustre storico Aeidelberghese [sic] non sia stata fin qua proscritta in Austria. Aveva anche la tentazione di tradurre quella Introduzione olla storia del secolo XIX in italiano; l'opera sarebbe del massimo interesse sotto ogni rapporto; si potrebbe aggiungervi due parole pregnanti di prefazione; ma chi la stamperebbe? S'Ella mi sapesse additare una strada, io glie ne sarei tenuto. Riguardo a ciò ch'Ella vuol chiamare il mio credito verso di Lei,