Rassegna storica del Risorgimento
A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno
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1936
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pagina
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497
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La collaborazione del trentino Giovanni a Prato ài Crepuscolo, ecc, 407
camera di studio, l'andare fuori di casa qui è un vero supplizio. la mìa stella disgraziata volle che io dovessi fermarmi qui quasi un mese, attese le molte formalità che si richieggono pel matrimonio d'un militare; ed io, come credo averglielo già scritto, sono venuto per assistere alle nozze d'un mio fratello l) che è qui Capitano nel Rato Aisola.
Finalmente ieri si fecero le nozze, e domani l'altro io me n'andrò per la via di Venezia dove mi fermerò un poca di giorni e poi tornerò alla tranquillità dei miei studi a Trento, dove conto arrivare verso gli 8 od i 9 del prossimo febbraio. L'inaspettato ritardo nel matrimonio di mio fratello mi rese impossibile la realizzazione di ritornare per la Baviera, Svizzera e Milano; e così chi sa quando mi verrà concesso di poterle stringere la mano, come tanto desidero.
Intanto mi raccomando alla di Lei amichevole memoria e mi creda sempre.
Aff.mo Amico Giovanni Prato.
Trento 17 febbr. '857.
Carissimo Amico, dopo un sì lungo silenzio mi si presenta oggi una delle più care occasioni di scriverle, ed è quella di presentarle uno dei più distinti uomini del nostro paese: il botanico Ambrosi. 2) Già Ella lo conosce dall'opera sua, di cui tenne parola nel Crepuscolo, ripetuta mente, al che io aggiungerò ch'egli è mio intimissimo amico, e non dico di più, essendo tanta la mia vanità che suppongo ciò basti ond'Ella lo accolga come se venissi a Lei io stesso.
Malfatti e Gar coi quali parlo sovente di Lei mi imporrebbero certo i loro saluti se sapessero che oggi Le scrivo. Ambidue stanno bene.
Se mai Le avanza un momento dalle sue molte occupazioni mi faccia sapere alcuna cosa di sé; ch'Ella vive lo vedo ogni martedì, ma vorrei sapere alcun che di più. Aggradisca intanto i miei saluti cordialissimi e mi creda sempre
Tutto suo Giovanni Prato.
Milano 19 aprile 1857. Carissimo Amico
Non voglio che porta il nostro Malfatti senza mandarle anche in iscritto un cordialissimo saluto, oltre quello ch'egli è incaricato di recarle a voce. Io ho già da qualche tempo il debito di rispondere a un'amichevole sua lettera, e prima ancora quello di rammentarmi alla cortese di Lei memoria: il che pur troppo le molte occupazioni mi vietano di fare così sovente come ne avrei il desiderio. Ella però sa quanto m'è cara e preziosa la sua amicizia, e come il silenzio non illanguidisca punto quella ch'io provo per lei. Io Le sono gratissimo d'avermi fatto conoscere il signor Ambrosi, del cui ingegno aveva già prima concepito molta stima e del quale ora ho avuto occasione d'apprezzare la gentilezza e la coltura. Solo mi duole che, essendosi trattenuto così poco a Milano, io ebbi quasi appena il tempo di vederlo alla sfuggita, né potei trattenermi con lui come avrei bramato. Quando Le accade di scrivergli, lo saluti per me e lo esorti a ritornare a Milano ed a starvi con più agio. Ed Ella non si lasci era mai tentare di farlo? Veda il nostro Malfatti, il quale ha cominciato a prenderne l'abitudine ed ora, spero, non la smetterà più. Io sarei lieto di poterLe una volta stringcrLc la mano. Ho bensì sperato di
1) Vittorio Napoleone, sposatosi con l'ungherese Emma Vogts de Baku.
2) Dal '64 direttore della biblioteca e museo comunale; autore di pregiati studi soprattutto nel campo delle scienze naturali. Nato a Borgo (Trento) nel 1821, morto nel 1897.
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