Rassegna storica del Risorgimento

A PRATO GIOVANNI ; TENCA CARLO
anno <1936>   pagina <498>
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Bice Risesi
poterlo fare costlin Tronto nello sconto anno: ma chissà se mi verrà dato di riuscirvi quest'unno? Quello sgraziato tronco di strada ferrata, che dovrebbe raccostarci, non si compie mail Sarebbe por facile allora anche a chi non può star assente l'intera settimana, fare una scorsa, non foss'altro di tre o quattro di!
Malfatti Le darà nuova del Crepuscolo, il quale vive o per meglio dire sopravvive, e per ora almeno è lasciato in pace Ma le condizioni della stampa si sono straordinariamente aggra­vate da qualche tempo in poi. Lei fortunato che s'e ricoverato all'ombra della Bibbia! Sento dire che In Sua traduzione procede alacremente: ne ha già incominciata la stampa? *) Mi creda
con tutto l'affetto
II Suo Carlo Tenca.
Trento il 7 giugno 857.
Pregiatissimo amico, stava per rispondere alla cara sua dei 18 aprile, consegnatami dal nostro comune amico, quando mi arriva il Crepuscolo dei 3 maggio con in fronte la traccia del fulmine.2) Io non aspettai ulteriori sollecitazioni per scrivere a Vienna onde avere qualche informazione sull'accaduto e m'affretto a parteciparle il risultato delle mie ricerche fatte presso persona altrettanto influente che bene informata.
Egli era ben facile prevedere che l'atmosfera doveva farsi pesante intorno ad un Giornale che aveva il coraggio di non mettere nemmeno il naso alla finestra in un'occasione nella quale i colleghi suoi correvano acclamanti, plaudenti e spesso urlanti le strade e le piazze di Milano. Bastava senza questo un capello a far traboccare la bilancia dal lato della soppressione; ora il corso degli avvenimenti gettò in quella bilancia una trave. Il mutismo del Crepuscolo, nello stato attuale delle cose nel Lomb. Veneto e guardato dal punto di vista di governo, era il modo più energico di far la guerra, cosi che se l'Austria avesse mai avuto fra i suoi ministri un uomo di Stato, il nostro giornale non sarebbe certo arrivato alla ottava sua annata. Ma siccome tutta la scienza di Stato di certi Signori consiste unicamente in nn sistema di astuzie poliziesche, alle quali serve di base l'arbitrio reso possibile dalla forza d'inerzia del poderoso insieme, forza ci viene sostenuta dalla paura di chi à, dalla peritanza di chi è nonché dalle arti di coloro che dominando le coscienze tengono vive le paure e le esitanze, così credono eglino che tutti facciano la guerra a quel modo medesimo ch'essi governano, e pensavano perciò che il silenzio del Crepuscolo non fosse che del broncio, ed accessibili del resto alle belle e buone cose contenute in quel periodico speravano ch'esso coglierebbe con piacere la prima occasion per sortire da quel campo dei fatti compiuti, sul quale s'era trincerato, per mettersi nel rango di quei Giornali che oltre al fatto riconoscono anche almeno qualche apparenza di diritto. L'oc­casione giunse, ma il Crepuscolo ebbe il torto di essere logico; ed allora s'incominciò a Vienna ad aprire le orecchie alle insinuazioni che già da lungo tempo a danno di quel giornale ripetevano! da un partito cui non è bisogno di nominare e che aspettava con lunga ma ansiosa e tenace pazienza il momento di far tacere l'incomodo avversario. La proibizione adunque di trattare materie politiche venne al Crepuscolo da altissimo luogo e non credo probabile che quest'ordine sia per essere cosi presto rievocato. La è precisamente la storia d'Amano eMardocheo. L'orgoglioso e potente ministro si rodeva della mancanza d'ossequio da parte d'un solo individuo, soltanto perchè egli sapeva bene che quel vecchio Ebreo piantato là ritto alla porta del palazzo di Susa era il rappresentante d'una numerosa nazione sparsa per tutta la monarchia, che nella di lui persona protestava contro la straniera tirannide. Ma io la sto qui trattenendo di cose che non anno che fare collo stato presente della questione, mentre a quanto mi disse a voce il noto
i) Tradusse il Nuovo testamento e appena l'inizio del Vecchio mai dati però alle stampe. s) L'ingiunzione di non occuparsi pia di argomenti politici.