Rassegna storica del Risorgimento

LANZA GIOVANNI ; TORRE FEDERICO
anno <1936>   pagina <503>
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Appunti, notizie e varietà 50.3
Onde la figura nobile e fiera del generale Federico Torre, il quale mai piega sua costa, bene è che riappaia nella atta degna luce nel presente regime sano e dritto del Fascismo, ben lungi dai pur labili ricordi delle nauseose provincìalette gazzarre che tanto fastidio gli diedero; e riluca in questa arroventata atmosfera guerriera, in cui anche una volta si copre di gloria e con segno di vittoria si incorona il grande esercito nostro che prima fu ricoBti-tuito con "opera della leva italica dal glorioso generale Federico Torre, il quale immemori umili tempi hanno obliato, ma alla cui radiosa memoria il Fascismo renderà vera giustizia.
CA.IWI.LO PARISET *
CARLO ARMELLINI 1). Questo illustre giureconsulto romano appartiene ad un'onesta, e civile famiglia, che ebbe ai nostri giorni due vescovi, e un magistrato di sommo nome-Roma si ricorda di Pio, fratello di Carlo, diplomatico di onorata memoria, di Luigi, che nella suprema Segreterìa di Stato sino alla morte ebbe tanta parte nei pubblici affari, non che dello altro fratello ecclesiastico, rispettabile per bontà e per dottrina.
La forma repubblicana lo trovò giovanetto nel collegio, ove riceveva l'educazione. Fu pubblicata colle stampe una sua poesia latina in omaggio della Uberto democratica, a cui però troppo noceva l'essere un dono e forse un prestigio della invasione straniera di un'altra repub­blica. Appena varcato il vigesimo anno professò l'eloquenza, e la letteratura greca nell'Univer­sità di Roma, che presto lasciò per dedicarsi agli studi legali. Acquistò fra i giovani coetanei una riputazione non comune: questa fu per esso uno stimolo per continuare a conservar quel rango di valor sociale, che per solito si presagisco, e si determina nelle prime mosse di una carriera, e s'innalza in progresso sino alla fine.
Non trascurò veruno degli studi letterari, e scientifici: nei primi si lodano ancora alcuni componimenti poetici, fra i quali le ottave sul Tatto di S. Paolo al cielo, che riscossero in tutta Italia molti applausi. Le scienze esatte, le fisiche, hi filosofia, la storia, l'economia politica furono il pascolo più prediletto del suo spirito e l'occupazione di un tempo, che sottrasse sempre con profitto per fino alla ricreazione.
Studiò di proposito la giurisprudenza da se medesimo, senza frequentare l'Università. Gli bastò per questo la capacità acquistata nello studio forte e profondo delle scienze filosofiche, letterarie ed anche ecclesiastiche, che avea premesso nel primo stadio della sua istituzione. Fu Segreto nel tribunale della- Rota Romana, e quindi aiutante di Studio del celebre Barto-lucci, che allora primeggiava in Roma nella professione: oracolo del Governo, e quindi fu Consi-gliere di Stato a Parigi.
Con molta fama era già entrato l'Armellini nella professione di giureconsulto, quando pas­sata Roma sotto l'impero francese fu nominato giudice di appello nel proprio paese, col titolo di consigliere nella Corte imperiale. Ebbe dai francesi, che allora avevano in Roma tanta parte nei pubblici affari, i più. lusinghieri attestati di stima, e di simpatia. Caduto l'Impero, il governo della restaurazione pontificia, presieduto dal celebre cardinal Consalvi, uomo supe­riore a molti pregiudizi della Corte Romana, Io inviò in Ancona per organizzarvi il nuovo governo in qualità di assessore legale della Congregazione governativa del delegato. Passò quindi a sedere per un anno al Tribunale di Appello delle provincie della Marca in Macerata, isti­tuzione anch'essa novella. Il Ministro cardinale lo ritenne in queste situazioni per dare una buona direzione alle riforme, che cercava introdurre, non ostante la difficoltà, che l'Armellini dimostrava al distrarsi dalla professione di avvocato, a cui si voleva dedicare nella patria, ove ben presto si rese.
Ma anche allora fu pregato di prestarsi alla compilazione della nuova legislazione, di cui tanto si sentiva la necessità, ed esso, benché il più giovane, portò il peso dell'opera, a cui poco erano adatti i vecchi ingegni, che avea per colleghi. Compilò, oltre varie altre disposizioni, esso solo un progetto di Codice civile, esso solo adattò il Codice di commercio francese ancora in vigore nei nostri Stati con una procedura eccezionale, di cui si mancava.
0 Ved. Rassegna, fase. U, pp. 251-255.; fase. IH, pp. 375-378.