Rassegna storica del Risorgimento

LANZA GIOVANNI ; TORRE FEDERICO
anno <1936>   pagina <504>
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504 Appuntì, notizia a varietà
Abbandonatosi finalmente con libertà al Foro ebbe facile il primato fra gli avvocati: il concorso degli affari fu straordinario; impresse a questa professione onorevole un carattere nuovo, come domandavano i tempi. Sbarazzò la difesa dal rancidumctradizionalc cmTintrodurvi il gusto della filosofia civile, della sobria eloquenza e del giusto criterio nell'apprezzamento pratico dei fatti, della scienza del cuore umano, dello spirito delle leggi, e di tutte le altre qua­lità che formano l'eminenza di un oratore, e che si compongono del brillante insieme e del pro­fondo. L'analisi, l'ordine, la chiarezza, il vezzo e la facilità {della parola sono i caratteri, che gli procacciarono una stima, di cui ebbe molto motivo, di .compiacersi.
Fu nominato avvocato concistoriale: ebbe il Consolato di Svezia in conseguenza di essere stato in un celebre processo il difensore e l'attore per quella Corte col Governo romano: gli affari più grandi del Foro, anche di provenienza straniera furono ad esso affidali.
Pio DC lo chiamò a combinare la organizzazione della nuova Municipalità della città di Roma, e si servi della sua opera per varie oltre delle nuove sue istituzioni. Gli conferì la croce di cavaliere dell'ordine del merito. Carlo Armellini ebbe spesso occasione di dare a questo principe dei consigli che poteano produrre felici risultamenti se il gerarca riformatore avesse compresa l'altezza della missione, a cui lo chiamava la pienezza dei tempi.
Fu nominato il principio dello scorso anno 1848 Conservatore del Senato di Roma: quindi da più Collegi deputato al Consiglio legislativo. Si conoscono i lavori suoi in tal qualifica, per coi ci dispensiamo dal tenerne proposito.
Negli ultimi trambusti fu invitato al Ministero dell'interno, che accettò per sacrificars al bene del paese, dopo una lunga resistenza. Avea più volte ricusato il portafoglio* quando non era possibile per la discordia fra Principe e Popolo di serbarlo al di là di pochi giorni Membro della Commissione provvisoria di governo spiegò senza velo il suo patriottismo e meritò gli elogi non solo di Roma, ma di tutta l'Italia per rettitudine, coraggio, e sapienza civile.
Era egli Ministro dell'interno quando fu convocata la Costituente romana, ed italiana. Il suo discorso di apertura del giorno 5 corrente febbraio destò tale un entusiasmo che la sua parola animata ed animatrice fu a gara tradotta in diverse lingue, e ripetuta da giornali stra­nieri.
Eletto ne' Collegi di Roma ed Albano, otto per questo.
Occupa ora il seggio di Triumviro della Repubblica, scelto dall'assemblea Nazionale ad unanimità completa.
Votò per la Repubblica.
(La Guardia Nazionale Italiana, trim. I, per. H, n. 14, venerdì 16 febbraio 1849). BIBLIOGRAFIA: L. CÀSPI, Il Risorgimento Italiano, Milano, Vallardi, 1884, voi. I, pp. 298-299; M. Rosi, Dizionario del Risorgimento Nazionale, Milano, Yallardi, 1932, voi. II, pp. 111-112.
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CARLO LUCIANO BONAPARTE. Nacque in Parigi l'anno 1803 da Luciano, e da Ales­sandrina Bleschamp, che lo recarono in Roma quasi dentro la cuna. Sno padre, che preferì di esser libero cittadino, anziché re soggetto al dispotismo di Napoleone, si rifugiò in Italia donde si partiva ben presto per riparare tra i liberi popoli dell'America; ma fatto in mare prigioniero dagli inglesi, fu obbligato a vivere in una circoscritta campagna del Worcester. In quegli ozi Carlo si dedicò allo studio della storia naturale: tornò quindi in Italia l'anno 1814 Sposato nel 1822 a Zenaide figlia di Giuseppe, fratello maggiore di Napoleone, rivide l'America, e vi dimorò cinque anni. Pubblicando ivi la Ornitologia Americana in continuazione di quella di Wilson, acquistò rinomanza. Volle in quest'opera far vedere com'egli ama caldamente l'Italia.
Passò a Londra, ove due famose accademie l'accolsero socio. Temmincfc, ed altri sommi naturalisti di Germania e di Olanda abbracciarono i suoi metodi di classificazione, e le sue nomenclature. In Francia fu accolto con plauso da Arago, dai due Geoffroy Saint-Hilaire.
Al suo zelo, alla sua attività sono in gran parte dovuti i congressi scientifici, che hanno forse preconizzato il risorgimento d'Italia. Egli ne propose nel 1838 al gran duca di Toscana la istituzione, o nell'anno seguente si vide circolare la Ietterà, che invitava i dotti al Congresso di Pisa. In quelli tenuti a Torino, a Padova, a Lucca, a Napoli fu presidente per la Bestione