Rassegna storica del Risorgimento

LANZA GIOVANNI ; TORRE FEDERICO
anno <1936>   pagina <505>
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Appunti* notizie e varietà
zoologica, o anatomia comparata In Francia, a preferenza del celebre Moller, venne uterino all'Insti tu to delle scienze. Nella Italia scientifica edita in Milano leggiamo un elenco di 45 opere da lui pubblicate.
E quando la nostra penisola si ricordò della propria grandezza, ed ebbe a sdegno il giogo dello straniero. Carlo Luciano Bonapartc soffrì persecuzioni a Venezia, ove erasi presentato per assistere al congresso dei dotti. In quella circostanza l'elasticità della sua ménte, l'ardenza del suo carattere gli procurò il nome di uomo poco prudente.
Fu membro del Consiglio do* deputati, e (in da quell'epoca proponeva si amantcllassero tutte le fortezze interne dello stato: non fu appoggiato.
Eletto nei Collegi di Roma e Viterbo otto per Viterbo. Dopo Garibaldi fa il primo che si pronunziò per la Repubblica nell'apertura dell'Assemblea. Egli la voleva proclamata prima ancora che questa si fosse costituita.
Vicepresidente nell'Assemblea ne tiene iCOn- soddisfazione il seggio
Votò per la Repubblica.
(Lo Guardia Nazionale Itulìano, trini. 1, per. II, n. 16, venerdì 28 febbraio 1849).
BIBLIOGRAFIA: Discount, allocutìons et opinions de Charles Luci-eri prince Banaparte dans le Conseil des Députés et VAssemblée Consr.ii.uante de Rome en 1848 et 1849. Avee une appendice... Traduits de V italici d'après leMonileur, et autres journaux et doeutnents officiels, Leide, J. Bri li. J 857; L. CARPI, Il Risorgimento Italiano, Milano, Vali ardi. 1884. voi. I, pp. 313-314; A. CENTELU, H IX Congresso degli scienziati e la cacciata di C. L. Bonaparte, in Natura ed Arte, 1895, fase. Ili: R. FERRARI, Il principe di Canino e il suo processo (1847-48), Roma, Bardi, 1926.
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GIUSEPPE GALLETTI. - Nacque a Bologna l'anno 1800. Versandosi negli studi d i giurisprudenza in quella dotta università, ebbe titolo di Avvocato. Dotato, com'egli è, di vasti talenti, di facile parola, di animo intemerato, la Curia bolognese segnò il nome del gio­vane Galletti fra quelli dei suoi più abili giureconsulti.
Sino dal 1821 le condizioni infelici d'Italia sollevarono la sua mente a generosi pensieri. Subì con rara costanza le persecuzioni dei tempi: ebbe parte nei movimenti del 1831, e quando la citta, di Cento fu presa d'assalto era egli che comandava in quell'impresa e la portava a felice riusciroento.
Si battè col tedesco a Rimini: combattè a Cesena e rimase feri to. Dopo aver esulato per qualche tempo in terra straniera, tornò in patria all'esercizio della sua nobile professione. Dieci anni di dure sofferenze, di persecuzioni, di sorveglianza ostinata non compressero nel suo cuore il desiderio caldissimo di liberto. Infatti lo troviamo nel 1843 in Bologna alla testa del movimento politico. Caduto nelle mani degli eterni oppressori del libero slancio nazionale, fu Galletti tradotto incatenato in Roma. Passava l'onorato giureconsulto dalle carceri nuove al Castel S. Angelo, ed i suoi giudici, vivi ancora, Io condannarono alla Galera per hi vita, salvandosi dalla pena capitale per difetto di un voto. Gli orribili patimenti che sofferse nel carcere lo condussero quasi al sepolcro, ma Dio, che veglia sui buoni, e le lacrime dell'affet­tuosa consorte risparmiarono mia vita, che dovea tutta consacrarsi al bene d'Italia. Dopo tre anni di carcere C ; sippliiio, ; liberato pel favore dell'amnistia.
É da questo punto, che la vita di Giuseppe Galletti appartiene alla storia. Dichiaralo Ministro di pulizia riordinò quel dicastero, chiuse la strada agli abusi, stabilì savie misure di privato, e pubblica sicurezza; in un corpo solo fuse i reggimenti dei carabinieri, e dei bersaglieri, e propose la unione del Ministero di pulizia a quello dcU'interno; Rinunciando il portafoglio nel maggio 1848 si assentò per breve tempo dalla Capitale accompagnato dai voti, e dal plauso di tutti i buoni. Chiamato di nuovo al Ministero vi rimase fino al mese di settembre, e se ne allontanò risolutamente, quando conobbe di non potere più giovare agli interessi della Nazione. Lo vedemmo il giorno 16 novembre mediatore fra il popolo, ed il pontefice, che volea ad esso confidata la formazione del ministero. Roma, che in quei supremi momenti fu solva dalla prudenza e dalla meravigliosa in trepidezza di Galletti, quasi in premio di provata virtù, lo salutò Generale dei Carabinieri, e n'ebbe nomina. Ministro dell'interno.
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