Rassegna storica del Risorgimento

LANZA GIOVANNI ; TORRE FEDERICO
anno <1936>   pagina <507>
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LIBRI E PERIODICI
HOWARD R. MARRARO, Philip Mazxei Virginia1 s agent in Europe. The Story of his mission as related in his oun dispatches and other documenta; New York, The New Tork Public Library, 1935, in 8", pp. 106.
Singolare fortuna quella del fiorentino spirito bizzarro! Dopo una vita intensa e agitata, in cui molto vide e seppe e operò, il silenzio calò pieno e grave su di lui. Ora, all' improvviso, da più parti gli viene intimato un sonoro < Lazare veni foras , e l'avventuroso Filippo, medico e mercante, agente segreto e viaggiatore, cede al triplice assalto di R. C. Garlick (Ph. Maszei friend of Jefferson, New York, 1933), di R. Ciampini (Un osservatore italiano della Rivoluzione Francese, Firenze, 1934) il quale anche prepara per il R. Istituto per la Storia Moderna e < Contemporanea due volumi del carteggio con il re di Polonia e del Marraro. Come lontani ormai i due volumi autobiografici Memorie della vita e delle Peregrinazioni del fiorentino Filippo Mazzei (Lugano, 1842-1846)! I nuovi documenti giovano ad una ricostruzione compiuta e sincera della singolare esistenza e della infaticata attività del fiorentino, e ci consentono di apprezzarne meglio l'ingegno e l'operosità.
Carte venute in possesso della New York Public Library nel 1925 e nel 1927 (e a noi Italiani potrebbe interessare il come e il donde) forniscono la materia per il volume del Marraro, conoscitore sicuro della storia italiana del Settecento e dell'Ottocento.
Sono sedici dispacci del Mazzei allo Jefferson e due all'Harrison (che sostituì il primo quale governatore della Virginia), la relazione della sua prigionia e quella dei risultati della sua missione.
Filippo Mazzei era stato ufficialmente inviato in Europa dallo Stato della Virginia, col preciso incarico di ottenere un prestito in oro ed argento non superiore alle 900.000 lire e di comprare forniture militari. Il Mazzei si sarebbe servito delle varie conoscenze che aveva fatto come commerciante e quindi la sua missione, anche se difficile, non pareva rischiosa. Invece, partito con moglie e figliastra alla volta della Francia, appena al largo, venne cattu­rato da una nave inglese e portato, come prigioniero, prima a New York, poi in Irlanda, dove giunse senza le credenziali che era stato costretto a distruggere e senza soldi, perchè tutto gli era stato sequestrato. Non sappiamo cosa avvenne delle due donne. Il Mazzei riuscì ad evadere e a riparare in Francia. Come? E quello che invano cerchiamo nella sua Relazione, dove si dilunga invece a riferire i freddi, aridi, interrogatori cui fu sottoposto dalla Polizia inglese. La nostra curiosità sarebbe soddisfatta dalle lettere al Page, che il Marraro ci dice far parte della Collezione della Biblioteca di New York, ma che non furono incluse in questo volume, perchè riguardanti argomenti personali? Forse in esse potremmo conoscere meglio l'ingegno avventuroso, multifórme, alle volte strambo del fiorentino, quel Mazzei insomma che non traspare dalle lettere allo Jefferson dove parla soltanto l'incaricato d'affari. Anche l'argomento veramente era arido, perchè non faceva che cercar soldi, visto che era costretto a indebitarsi per vivere. Dall'America non ottenne gii aiuti necessari per condurre a termine la sua missione. Non gii furono rimborsate che le spese, non gli fu concesso il Consolato cui aspirava come premio, tanto che stanco e scontento, lasciò l'America per vivere a Parigi. Del suo soggiórno in Virginia ebbe un solo conforto: l'amicizia profonda dello Jefferson, che gli fu d'aiuto anche in Francia.
EMILIA MORELLI
PIETRO SILVA, Italia, Francia, Inghilterra nel Mediterraneo; Milano, Istituto per gli studi di politica internazionale, 1936, in 16, pp. 130, L. 8.
L'A. ha raccolto in questo volumetto alcuni suoi scritti recenti che si connettono con il problema politico ed economico del Mediterraneo già trattato in un'opera magistrale. Un primo capitolo introduttivo prende le mosse dall'unità romana nel Mediterraneo, e segue a grandi