Rassegna storica del Risorgimento

LANZA GIOVANNI ; TORRE FEDERICO
anno <1936>   pagina <508>
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Libri e periodici
linee tu storia del mare d'Il alia, attraverso la talassocrazia dei Vandali, l'espuiiMÌone islamica. IH riscossa cristiana con le Crociate e con la fioritura delle Repubbliche marinare, fino allo orisi dol Rinascimento.
Un secondo capitolo è dedicato all'Inghilterra: dalla politica marinara d'Elisabetta di Oliviero Cromwcll -fino alla occupazione di Gibilterra (1704); e poi - - con maggiore ric­chezza di particolari è seguita ed esaminata l'espansione britannico, con le sue lòtte e le sue alleanze, dal XVTLT al XX secolo. II terzo Capitolo ripercorre lo stesso cammino, ma dal punto di vista francese: ed ecco la rivalità franco-inglese da Luigi XIV a Napoleone, le primi affermazioni africane, la questione italiana, la politica coloniale della Terza Repubblica, la genesi e il consolidamento dell'Intesa di fronte alla minaccia germanica.
L'ultima parte del volume è una rapida, efficace sintesi dello politica mediterranea italiano dall'unità del Regno fino ad oggi. Le doti del Silva scrittore (chiarezza di disegno, vivacità di esposizione) si accompagnano ad una rara abilità nel muovere le Ehi d'una storia diplomatica, cosi vasta e complessa.
La valutazione della politica inglese nei nostri confronti è particolarmeote felice. Il Silva chiarisce assai bene i limiti e il valore della cosidet t a tradizionale amicizia : la quale avrebbe potuto conservarsi (almeno nel senso che ebbe e non sempre durante il XVHfl e XIX secolo) solo ad un patto: che l'Italia fosse sempre rimasta una mediocre Potenza, e cioè un puro e semplice elemento d'equilibrio tra Inghilterra e Francia nel Mediterraneo occidentale, fra Inghilterra, Russia e Turchia nel Mediterraneo orientale.
CARLO MORANDI
R. SERTOLI SAUS. Storta e politica coloniale italiana; Messina, Principato, 1936-XTV, io 8"t pp. 306, L. 15. (A cura dell'Istituto Nazionale Fascista di Cultura).
Giunge gradito, in questo anno XIV che per volontà del Duce ha segnato la cancella­zione dell'eroico ma sfortunato 1896, questo volume del Sertoli Salis il quale, con felice sintesi, rievoca le alterne vicende coloniali della nostra Patria. H volume è diviso in tre parti: la prima dalle origini alla pace di Addis Abebà, che vide svanire il sogno di Crispi di un vasto impero italiano nell'Africa orientale; la seconda dagli inìzi del secolo alle disil­lusioni di Versailles; la terza dall'avvento del Fascismo agli inizi della campagna di espan­sione italiana in Etiopia (novembre 1935).
Nella prima parte l'A., dopo un rapido ed interessante accenno ai diversi progetti ventilati di acquisto di una colonia d'oltremare a scopo di fondarvi un penitenziario (pro­getti che occuparono le menti di Cavour e dei suoi successori dal 1857 al 1870 e che non furono realizzati vuoi perchè distratti da ben altri problemi vuoi per mancanza di unitario indirizzo) espone soprattutto il conflitto italoetiopico del 18871896, il sorgere della colonia primogenita e l'acquisto della Somalia. Il Sertoli illustra con molta obiettività tutti questi avvenimenti che, pur lontani ormai nel tempo, rivivono in noi oggi, giorno per giorno, colla avanzata delle nostre truppe nel Tigre; e si sforza di dare un quadro il più completo possi­bile sia della situazione interna italiana, sia della situazione internazionale europea, sia infine delie condizioni contingenti dell'Africa. L'A., esposte le crìtiche che vennero formulate a spiegazione del nostro insuccesso, rimprovera al ministero Crispi l'eccessiva fiducia accor­data in un primo tempo al Baratieri, ma giustamente respinge l'accusa fatta al Governo del tempo d'aver lesinato sui mezzi della difesa (pp. 70-71); dippoi, pur non avendo potuto esser stata provata l'accusa fatta al Baratieri d'aver attaccato perchè reso edotto dell'arrivo del Baldissera, biasima il famoso telegramma della tisi militare che agendo sulla psiche già agitata del nostro comandante, lo spinse verosimilmente alla repentina, avventata marcia su Adua (p. 76).
Per quanto riguarda la politica del conte Antonella è noto ch'essa fu da molti contem­poranei, particolarmente dal noto giornalista E. Scarfoglio, ferocemente attaccata; 0 altri
t) Ved. le corrispondenze di E. Scarfoglio sul Corriere di Napoli in E. SCARFOGLIO, Abìssinia, Edizioni Roma, anno XIV, voi. I, p. 333, in 8. L. 15.
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