Rassegna storica del Risorgimento
PALMIERI GIUSEPPE
anno
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1936
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pagina
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528
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528
PÙITÙ Pieri
saremo sostanzialmente di fronte a un'arte nuova. La fanteria svizzera, il quadrato di picchieri, ha trionfato della cavalleria pesante medievale col suo seguito di tiratori, arcieri, balestrieri o sebioppet-tieri che fossero: essa ha segnato il trionfo dell'azione risolutiva all'arma bianca. Se non che il quadrato di picche dal 1520 in poi, e soprattutto dopo il 1550, deve fare i conti col moschetto, arma da fuoco già perfezionata e che in quella massa compatta produce perdite sempre più spaventose: ed ecco iniziarsi una lenta trasformazione che porta ad assottigliare il quadrato e ad aumentare in esso i tiratori a scapito dei picchieri; così come la cavalleria medievale catafrattata tende a mutarsi in cavalleria leggera. Ma questo avviene lentamente, attraverso soste e ritorni nostalgici alla picca: né la introduzione della baionetta risolve veramente il problema. Il quale nel secolo XVIII è sempre sostanzialmente lo stesso: si deve aver ragione dell'arma da getto contrapponendo ad essa un'analoga arma, ossia azione distruttiva ad azione distruttiva, o si deve pur sempre cercare la vittoria nell'attacco all'arma bianca, risoluto, travolgente, irresistibile, ossia nell'azione tattica risolutiva? La teoria propende per quest'ultima soluzione, ma la pratica, ad onta delle discussioni sui vantaggi e danni della linea e della colonna, tende ad assottigliare sempre più la colonna e il fucile resta sempre più arma da fuoco, ossia da getto, e non arma bianca. Si tende a evitare l'azione frontale e a cercare la vittoria nell'azione avvolgente. Federico di Prussia cercherà di risolvere il problema con un compromesso: azione distruttiva iniziale, affidata soprattutto all'artiglieria, e poi attacco rapido e deciso alla baionetta, accompagnato da un'azione sui fianchi, quasi sempre di cavalleria. Il che significa aver ragione dell'azione distruttiva delle armi da fuoco con un'azione ugualmente distruttiva, innanzi tutto. Solo la residua capacità distruttiva verrà superata con un'azione risolutiva, e anch'essa alleggerita da un'azione distruttiva o risolutiva di cavalleria ai fianchi o alle spalle. In conclusione, Federico riconosceva il prevalere delle armi da fuoco e l'estrema difficoltà d'aver ragione d'una difensiva ben organizzata.
Quale la posizione del Palmieri di fronte a questi problemi? Egli distingue nettamente arma bianca da arma da getto, azione risolutiva da azione distruttiva; e il suo ideale è senz'altro l'azione risolutiva all'arma bianca: in teoria, vorrebbe addirittura tornare alla fanteria di picchieri, ma non nella forma troppo massiccia del quadrato svizzero, profondo fino a 75 righe e troppo vulnerabile quindi dalle armi da fuoco, ma in quella relativamente più leggera della falange macedone, su 16 righe; e viceversa nei riguardi della cavalleria vede il