Rassegna storica del Risorgimento
1796-1814 ; DIRITTO
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1936
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Melchiorre Roberti
Comuni, domina fino alla rivoluzione francese e il nuovo assetto che ne sovverte d'improvviso rudemente le basi, appaiono immediatamente allo sguardo dello storico nello studio dei particolari istituti.
Si avverte anzitutto lo sforzo per dare al nuovo regno d'Italia una particolare costituzione, che pur venendo apparentemente incon-tro ai desideri dei popoli fino allora divisi e spesso nemici, non doveva tuttavia turbare il disegno nascosto del nuovo dominatore.
Ben nove sono gli statuti costituzionali pubblicati tra il 1805 e il 1809, e da questa lunga serie di atti si intrawede il proposito di dare un assetto definitivo a questa terra nostra che Napoleone considerava terra di conquista.
Ma la costituzione nuova doveva avere come sua base sicura una nuova codificazione. Dalle ricerche del nostro Del Giudice è risaputo come, in seguito al voto della Consulta di Lione, nella quale veniva solennemente proclamato essere necessaria una uniformità di leggi civili e criminali in tutta la repubblica , il Gran giudice Spanocchi si era fatto premura di redigere per mezzo del suo segretario De Simoni, un progetto di codice civile che rispecchiasse le tendenze, le aspirazioni, le tradizioni del popolo italiano. Progetto che dopo vari anni di studi e di lavoro era ormai pronto per essere attuato, quando l'arbitrio napoleonico lo volle relegato negli archivi e d'improvviso sostituito dal codice civile che porta il suo nome.
Ma non è a tutti noto come, oltre al progetto di codice civile, nell'Archivio di Stato di Milano si conserva pure il progetto del codice di commercio, oltremodo interessante sia nei principi fondamentali, là ad esempio dove si dichiara che i commercianti devono essere considerati come se formassero una sola famiglia e che, a differenza del codice civile, i principi informatori del codice di commercio devono essere universali , sia in particolari materie, come nelle disposizioni fallimentari. E rimasero pure allo stato di semplice progetto il codice militare e il codice penale e di procedura penale per i quali, nella commissione scientifica fu membro il grande Romagnosi, che vi lavorò indefessamente, così che il codice di procedura penale si può ritenere fatica del tutto particolare del Grande che l'Italia oggi onora come suo degnissimo figlio.
Pure oltremodo interessante si presenta lo studio dei rapporti fra le due supreme autorità: Stato e Chiesa.
È infatti notevole il diverso indirizzo seguito da Napoleone e quello seguito dai maggiori esponenti politici italiani nel primo periodo del Regno d'Italia.