Rassegna storica del Risorgimento
1796-1814 ; DIRITTO
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Melchiorre Roberti
Nel quadro generale del diritto pubblico italiano del periodo napoleonico, assume grande importanza il nuovo assetto finanziario, sia riguardo ai provvedimenti di carattere nazionale, sia rispetto ai singoli istituti.
Disastroso per le finanze pubbliche e private appare il primo lustro dopo l'invasione francese; malgoverno dovuto alle condizioni veramente tragiche nelle quali si dibatteva la Francia nel periodo anteriore all'impero napoleonico. Durante le campagne d'Italia la Francia vide nelle ricche nostre provincie, nei beni pubblici e privati, la possibilità di restaurare le sue finanze. Vennero i francesi come liberatori, in realtà fu tutto il contrario.
Nel secondo periodo, istituiti i due ministeri del tesoro e delle finanze, la direzione delle imposte dirette con quattro uffici principali, e un corpo degli ispettori, l'assetto finanziario si consolida così da durare intatto fino ai nostri giorni.
Sorgono, come potremo a suo tempo documentare, i più. importanti istituti: il Monte Napoleone, la Zecca, l'ufficio pesi e misure, gli unici vari per l'applicazione e l'esazione delle imposte.
Meraviglioso istituto e non ancora oggetto di particolari indagini ci si presenta il Monte Napoleone; centro di tutte le vicende tormentate e tormentose della finanza italiana nell'età napoleonica. I sottili accorgimenti, i sistemi che, pur ripetendo le loro origini nell'età precedente, dilagarono più tardi nei vari Stati e divennero la causa di crisi finanziarie gravissime, trovano la loro prima fonte nel Monte Napoleone.
Era necessario non solo provvedere alla liquidazione del passato, ma far fronte ai bisogni impellenti e supremi del presente e dello avvenire. Non mi è possibile in questa sede e nel breve tempo concessomi esporre i risultati delle ricerche fin qui condotte e che spero presto rendere note agli studiosi. Mi si permetta solo accennare alla istituzione napoleonica dei buoni del tesoro che, coi pubblici prestiti precedenti fusi nel nuovo Consolidato, furono più tardi la base del debito pubblico dei vari Stati successori, che formarono quindi il nuovo regno d'Italia.
Fu nel 1806 che, venuto meno il favore delle cartelle consolidate, ebbe inizio da parte della Gassa nazionale di ammortamento, la prima emissione di Buoni per trenta milioni cifra allora notevolissima con la scadenza nel 1807 e nei quattro anni successivi.
Per rimborsare là Cassa si ponevano in vendita quaranta milioni di beni ecclesiastici delle provincie venete. Ma all'inizio la vendita di questi beni fu molto limitata per l'ostilità della Chiesa e il tesoro