Rassegna storica del Risorgimento

1796-1814 ; DIRITTO
anno <1936>   pagina <535>
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// diritto pubblico italiano iieì periodo napoleonico (1796-1814) 535
dovette anticipare alla scadenza la somma residuante. Fu allora che con un'idea per quei tempi ardita, ma che raggiunse lo scopo, si pensò ad una muova emissione di buoni per restituire al tesoro le somme anticipate e per procurare altri fondi straordinari.
Da questo momento comincia una serie di successive emissioni quasi anno per anno, a saldo delle rate scadenti.
Consolidato e buoni del tesoro in quell'epoca di continue imprese guerresche ebbero a subire sbalzi e distacchi notevohssimi. Mentre nel 1807 il Consolidato saliva sopra il prezzo di emissione, perchè era assicurato dai fondi degli Stati cessati e perchè mai si erano emessi prestiti con sì alta e sicura rendita, alla notizia dell'incendio di Mosca scendeva a sessantotto, precipitando a venticinque dopo la battaglia di Lipsia.
Il basso prezzo di questi titoli allettò gli stranieri, che ne compera­rono moltissimi, gravando così sulle fortune della patria nostra, quando dopo la restaurazione subito rialzarono di prezzo.
Come già accennammo, a questo tema si collegano strettamente altri argomenti: zecca e monete, unità di peso e di misura, imposte e tasse, tributi indiretti e monopoli. Ma ad un altro tema mi preme qui accennare, per dimostrare l'eccezionale importanza dello studio del diritto pubblico nell'età napoleonica: voglio alludere al catasto.
Questa impresa venne ideata dallo stesso Napoleone, che con suo decreto del 1807 firmato a Varsavia fra lo strepitoso conflitto delle battaglie, rivolgendo, egli scrive, lo sguardo di padre ai suoi popoli italiani , ordinava che i lavori venissero iniziati in quello stesso anno.
Gli archivi di Stato di Milano e di Venezia conservano in più stanze tutti gli atti preparatori ed esecutivi, atti che meriterebbero più che un semplice capitolo, un intero particolare volume, specialmente per le questioni giuridiche alle quali il catasto diede luogo prima e dopo la caduta di Napoleone.
E eoi nuovo catasto doveva pure venire regolata la complessa questione dei beni demaniali e patrimoniali dello Stato in confronto a quelli dei dipartimenti, dei comuni e a quelli dei privati; la questione dei beni inculti, dei beni comuni e degli usi civici, delle miniere, delle acque, dei boschi e delle strade.
Ma qui non si arresta, come a suo tempo dimostreremo, il rinnova­mento del diritto pubblico italiano nell'età napoleonica. H servizio postale, ad esempio, abbandonati i vecchi sistemi degli appalti alla