Rassegna storica del Risorgimento
1796-1814 ; DIRITTO
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Melchiorre Roberti
famiglia dei Tassi, diventa servizio di Stato; e la sua importanza, specialmente in relazione alle continue guerre, aumenta così da rendere necessaria l'istituzione di un particolare ministero. La franchigia postale, le raccomandate, i pacchi valori, le cassette pubbliche per la impostazione, lo stesso servizio dei depositi postali hanno inizio in quest'epoca.
Nella pubblica istruzione, almeno nella primaria e nella secondaria si afferma un principio del tutto nuovo: la scuola è una funzione di Stato, non un affare privato libero a chiunque. Da questa premessa ne conseguiva che essa doveva essere laicizzata, non più privilegio e quasi obbligo degli enti ecclesiastici, ma dello Stato sovrano. E poiché fra i diritti dell'uomo e del cittadino, era compreso non solo il diritto al pane, cioè all'alimento materiale, ma anche il diritto alla vita spirituale, non più doveva essere la scuola privilegio di pochi, ma patrimonio di tutti i cittadini.
Se però l'istruzione primaria e media ne ebbero a guadagnare, coi nuovi sistemi le Università sembrarono invece condannate a morte sicura. Venne spezzata infatti violentemente la catena delle secolari nostre tradizioni, scomparvero le Università a tipo medioevale corporativo, sostituite in un primo momento da accademie, composte da scienziati, i maggiori esponenti della vita intellettuale che dovevano essere in continuo contatto fra di loro. Ma se l'accademia uccise la scuola, mostrò di non essere vitale; il dibattito scientifico non potè sostituire il fecondo insegnamento il quotidiano contatto spirituale fra maestri e allievi. Le accademie languirono, così che fu necessario ritornare all'antico.
Mi si permetta ancora un accenno ad argomenti importantissimi e che completano il quadro del nuovo assetto pubblico italiano.
Organizzazione migliore e sotto certi aspetti quasi perfetta ebbero le forze armate. L'argomento è stato studiato da valenti scrittori, ma senza dare risalto alla sistemazione legislativa e amministrativa, mettendo soprattutto in piena luce lo sforzo continuo di non voler dare una fisionomia tutta propria nazionale all'Armata d'Italia, confondendo spesso nelle unità francesi, battaglioni e divisioni formate tutte da italiani. Ben mezzo milione di uomini l'Italia forni alla Francia per le sue campagne, dei quali solo un quinto ebbe a ritornare in
patria.
I soldati d'Italia, come si avverte dai documenti più significativi, diedero il loro consenso, la loro forza, il loro concorso, con lealtà, con bravura e coraggio a tutte le imprese napoleoniche, tenendo alto